Maternità in Italia: Save the Children, sempre più difficile essere mamme, anche in epoca Covid-19.

La condizione delle madri italiane non riesce infatti a superare alcuni gap

Le vignette, realizzate da Maria Chiara Gianolla, contenute anche nel Rapporto: Le Equilibriste. La maternità in Italia 2020, nascono dalla volontà di rappresentare, con un tono leggero, una serie di situazioni
che molte mamme si trovano a vivere in Italia. Le scene disegnate, infatti, riflettono problematiche ricorrenti
e comuni che le mamme che incrociamo attraverso le nostre attività, portano quotidianamente alla nostra attenzione.

“Mamme equilibriste” già prima dell’emergenza Covid-19. Sono quelle raccontate dal rapporto di Save the Children sulla condizione delle mamme in Italia. La condizione delle madri italiane non riesce infatti a superare alcuni gap, come quello molto gravoso del carico di cura, che costringe molte di loro ad una scelta netta tra attività lavorativa e vita familiare. Il carico di cura nelle famiglie più a rischio povertà è sulle spalle delle donne, senza il supporto degli uomini: oltre la metà è da sola a occuparsi dei figli (51,7%) e a fare la spesa (50,3%), inoltre pulire la casa e lavare i vestiti (l’80,2%) e cucinare (70,5%) resta un “compito” quasi esclusivamente femminile. Una situazione già critica che è ulteriormente peggiorata con l’emergenza Covid-19, specie per i 3 milioni di lavoratrici con almeno un figlio piccolo (con meno di 15 anni), circa il 30% delle occupate totali (9 mln 872 mila). Sul fronte occupazionale, l’Italia rimane tra i paesi in Europa con il divario di genere più consistente, un divario che all’indomani dell’emergenza Covid19, rischia di diventare incolmabile. Nel nostro Paese per la fascia di età 20-64 anni ad essere occupato nel 2018 era il 72,9% degli uomini a fronte del 53,1% delle donne. Inoltre persiste una considerevole distanza che separa le donne 15-64enni occupate del Nord (59,7%) dal quelle del Sud (32,8%). Altro dato preoccupante che emrge dal report riguarda le donne che hanno partorito: si stima che 70 mila donne abbiano dato alla luce un figlio in questi mesi, spesso senza informazioni chiare sulla trasmissione del virus, i pericoli del contagio per i neonati o l’allattamento.