Foggia: braccianti agricoli protestano davanti alla Prefettura

Aboubakar, Usb: “Se il governo non ci dà risposte, a luglio faremo un’assemblea nazionale”

Nelle campagne mancano i diritti e non le braccia”. Così, all’unisono, i braccianti agricoli che hanno protestato davanti alla prefettura di Foggia. E Aboubakar, il rappresentane dell’Unione sindacale di base, annuncia una stagione di scioperi a partire da oggi. Scioperi che non saranno dei braccianti – afferma – ma del consumo e della spesa”. L’obiettivo è ricevere risposte dal Governo. “Se a luglio non arriveranno – dichiara Aboubakar – sarà convocata nel Foggiano un’assemblea nazionale dei braccianti provenienti da tutta Italia.

La protesta è proprio contro le nuove disposizioni del governo in materia di regolamentazione dei braccianti. È cominciata in tarda mattinata con un corteo di circa duecento migranti nelle vicinanze del ghetto di Rignano, nelle campagne tra Foggia e San Severo. Poi un gruppo di loro, a bordo di un pullman, ha raggiunto la prefettura, con l’intento di consegnare una lettera al prefetto di Foggia, Raffaele Grassi.

Tra le mani di tutti, melanzane, carciofi, cavoli e altri ortaggi, branditi come simbolo della protesta. “Noi – dice Aboubakar – contestiamo l’aver riservato la regolarizzazione soltanto a chi si spacca la schiena nelle campagne, senza preoccuparsi della salute dei braccianti, né che questi operai lavorano 24 giorni al mese e i datori di lavoro ne dichiarano 4 o 5 perché così non versano i contributi”. “Dal Governo – continua il rappresentante dell’Usb – non hanno avuto il coraggio di eliminare i decreti sicurezza che creano insicurezza e che sono fabbriche di costruzione degli invisibili”.