Taranto, in crisi le aziende dell’indotto di ArcelorMittal

Preoccupazione per gli amministratori jonici: “Molte aziende rischiano di non riaprire più”

 

Incontro in videoconferenza tra Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, Presidente della Provincia Giovanni Gugliotti, e Sindaci dell’Area di Crisi Complessa Franco Andrioli, Luca Lopomo e Vito Punzi, con il Presidente della Camera di Commercio Luigi Sportelli e gli altri esponenti della Giunta camerale, in particolare quelli collegati all’indotto ex Ilva.

La task force locale così ricostituita, torna a chiedere che si paghino puntualmente e in trasparenza i crediti delle imprese ioniche, ad oggi stimati in quasi 40 milioni di euro.

Molte aziende rischiano di non riaprire più se continuiamo così – ha affermato il primo cittadino del capoluogo ionico – parliamo di migliaia di posti di lavoro con poche tutele, per altro. Il Governo batta un colpo, è ancora il proprietario degli impianti, normalizzi subito la situazione con ArcelorMittal.  Se non verranno saldate le nostre aziende ci batteremo perché non arrivi un grammo di acciaio alle manifatture del nord, vediamo se a Roma si capisce che non siamo una colonia con cittadini di serie B.”

Una crisi che a detta dei sindacati metalmeccanici miete già le prime vittime. Cordoglio espresso per la morte di un operaio 44enne che si è tolto la vita. “Fu affetto da un disturbo depressivo proprio durante il periodo del passaggio da Ilva ad ArcelorMittal, ha scritto sulla sua pagina facebook USB Taranto, mentre FIM CISL Taranto ha commentato: “I motivi del gesto non sono interpretabili ma questi possiamo pensare che vi sia stata anche la pesante situazione che ha dovuto sopportare in questi mesi, a causa delle difficoltà legate al suo posto di lavoro.”

 

 

Felice Russo