Emergenza Covid-19. Sindacati, tutelare servizi socio-assistenziali lucani

Tutela e sicurezza sui servizi socio-assistenziali in una fase già fragile del settore. A chiederlo le sigle Cgil, Cisl e Uil Basilicata. Intanto, sciopero di 24 ore dell’Unione Sindacale di Base.

Sospendere i servizi sociali e socio-sanitari alle persone senza contestualmente individuare le prestazioni non differibili ha gettato l’intero settore nel caos, lasciando ancora più soli gli utenti, la parte più fragile della nostra società. L’allarme arriva in una nota congiunta dai segretari generali e di categoria Cgil Cisl e Uil Basilicata, i quali hanno evidenziato che le “attività debbano essere effettuate nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza a tutela degli operatori e degli utenti, ma la Regione piuttosto che affrontare il problema ha ben pensato di eluderlo”, determinando il rischio di una disarticolazione nel contesto di per se fragile e insufficiente della rete territoriale. A pesare, la mancanza di direttive chiare e univoche a livello regionale con ricadute su disabili, minori in condizioni di disagio familiare ed educativo o persone anziane, alcune sole e isolate. Chiesta al governo Bardi l’immediata attuazione all’articolo 48 del decreto Cura Italia: inclusiva delle misure sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e che stabilisce come le pubbliche amministrazioni forniscano prestazioni in forme individuali domiciliari, avvalendosi del personale disponibile già impiegato nei servizi socio assistenziali e socio sanitari nei centri diurni per anziani e disabili. All’assessore alla Sanità, Rocco Leone, chiesto un confronto per superare l’orizzonte temporale dell’emergenza ad ora fissato al 3 aprile. Intanto, l’Unione Sindacale di Base ha indetto uno sciopero di 24 ore per protestare contro le condizioni di mancata sicurezza in cui continuano a lavorare milioni di persone e con ricadute anche in Basilicata, dove, ha precisato la coordinatrice regionale, Rosalba Guglielmi, c’è preoccupazione per la tenuta del sistema sanitario e bisogna snellire l’accesso agli ammortizzatori sociali”.