Agricoltura in Puglia, il decreto “Cura Italia” non basta

L’Italia sta vivendo uno shock economico e le prime misure varate dal decreto“Cura Italia” non rispondo a pieno a tanti settori messi in ginocchio in questo stato di stallo del Paese. Tra questi anche il mondo agricolo, settore indispensabile per la tenuta economica della Penisola. In quest’ottica occorre che gli interventi compensativi previsti da questo decreto di marzo siano il più possibile a beneficio delle imprese che stanno vivendo una profonda crisi.

 

Le aziende, infatti, continuano a lavorare e garantire cibo per i rifornimenti ai negozi alimentari. Ma ci sono comparti in ginocchio, sia per la riduzione dei consumi, sia per le difficoltà di esportazione. E’ il caso del settore florovivaistico, sul quale si regge l’intera economia di alcuni territori e che occupa 100mila addetti, ma anche del lattiero-caseario, con caseifici e latterie che riducono drasticamente le acquisizioni di prodotto.

 

“Cura Italia” quindi non basta: ci si aspetta, per aprile, nuove misure di compensazione che vadano oltre quelle fiscali e creditizie. Tra le priorità evidenziate dalle associazioni di categoria, il consolidamento di tutte le passività onerose a tasso agevolato, oppure con un adeguato periodo di preammortamento. Inoltre, sempre nell’ottica di assicurare liquidità immediata alle aziende, anderebbero velocizzati tutti i pagamenti in sospeso della PAC. Poi misure nuove anche sulle prestazioni di lavoro occasionale, fondamentale in questo periodo.