Tempa Rossa: Regione verso la firma dell’accordo, il no dell’opposizione

24 ore e la Regione Basilicata firmerà l’accordo con Total, Shell e Mitsui Italia per le estrazioni a Tempa Rossa. Domani alle 16:00 la sottoscrizione del documento. Ore di attesa che non sono prive di polemiche. Torna sul tema il capogruppo di Italia Viva, Luca Braia. Prima della firma, diversi sono i nodi in sospeso. “Il Presidente Bardi, la giunta e l’intera maggioranza non possono umiliare 10 sindaci e le imprese lucane – spiega Braia – che aspettano un incontro da settimane, per monitorare il rispetto dell’intesa sui temi occupazionali e per risolvere il saldo di oltre 3 milioni di euro di crediti non ancora riconosciuti da chi ha operato nell’area della concessione Total per costruire il centro oli”.

La promessa di un incontro con imprese e sindaci da parte della Regione è di una settimana fa. “Bardi mantenga l’impegno – rincara Braia – si definiscano le modalità di risoluzione definitiva, di un grande problema che rischia di far fallire le imprese lucane, piegate da spregiudicate aziende sub-appaltatrici di Tecnimont che Total non ha monitorato e controllato. L’obiettivo – poi – sia quello di costituire un fondo di garanzia per tutti a tutela di simili criticità che ancora in futuro saranno da affrontare”. Da più voci, le accuse alla Regione. Soprattutto per la limitata discussione del tema in consiglio regionale. Il consigliere 5stelle, Gianni Perrino nei giorni scorsi ha parlato di “anomalie e criticità che comprometterebbero seriamente la legittimità degli atti”, mostrando forti perplessità sulle compensazioni ambientali.

La questione è di carattere interregionale, per il collegamento delle installazioni della Val d’Agri alla Raffineria di Taranto. Ma la città pugliese, e le fila ambientaliste, sono assorbite e concentrate sull’Ilva. Si guarda alla scadenza del 7 febbraio. Data dell’udienza al tribunale di Milano per il ricorso, presentato dai commissari dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria, contro il recesso di ArcelorMittal dall’acquisizione del siderurgico dTaranto.