Fisco, i dati del Risparmiometro per il contrasto all’evasione

Le famiglie più ricche vivono in Trentino Alto Adige, Liguria e Val d’Aosta. Qui il patrimonio pro capite supera i 235mila euro, con il picco dei 272.500 euro della provincia di Bolzano. Al contrario, in Basilicata, Sicilia, Puglia e Calabria non si arriva a 100mila euro.

I dati sulle economie regionali provenienti da Bankitalia (aggiornati al 2017) ritraggono una posa inedita della ricchezza degli italiani nel momento in cui il fisco si prepara ad utilizzare il risparmiometro, uno strumento in più per combattere l’evasione.

I controllori potrannoo incrociare i dati provenienti dall’anagrafe dei conti correnti con le risultanze sui redditi (dichiarati o non). Il risparmiometro – che risale all’epoca del governo Monti – sarebbe ormai pronto all’uso dopo una lunga interlocuzione con il Garante della privacy.

Lo spiega “il Sole 24 ore” in uno speciale pubblicato nell’edizione di lunedì: “ottenuto l’ok dell’Authority, l’agenzia delle Entrate ha avviato la sperimentazione. A fine agosto dello scorso anno è partita la procedura per l’analisi del rischio sulle società, che ha portato a stilare una lista di 1.200 posizioni”.

Questo modello sarà replicato per i contribuenti proprio a partire dai dati di sintesi della “Superanagrafe”: “saldo a inizio e a fine anno, totale movimenti in entrata e in uscita, giacenza media” saranno a disposizione delle direzioni provinciali dell’Agenzia dell’entrate che serviranno in caso di anomalie, a fare delle verifiche incrociate più approfondite.

Con il decreto fiscale che arriva con l’ultima manovra queste informazioni potranno essere utilizzate anche dalle Fiamme Gialle.

Quello che colpisce ad un primo sguardo dei dati pubblicati dal quotidiano economico nazionale su una mappa è il rapporto tra il patrimonio e il reddito dichiarato al fisco: per più di 40 milioni di persone fisiche la ricchezza è pari a più di 11 volte il reddito dichiarato (nel 2017).

“Sono dati dai quali sfuggono sia i redditi incassati in nero, sia il risparmio occultato”.

Anche al netto dell’incognita dell’economia non osservata, il rapporto tra ricchezza netta e reddito dichiarato fa emergere differenze territoriali significative: “Il patrimonio di un residente ligure è 15 volte maggiore del suo reddito; quello di un lucano appena 9,6. Quasi come quello di un friulano-giuliano (9,7). A ben guardare, però, in Friuli Venezia Giulia c’è un livello di reddito pro capite (16.500 euro) più alto della Basilicata (10.100 euro) e quasi uguale alla Liguria (16.300). Le differenze nel rapporto ricchezza/reddito vanno quindi ricercate anche nella composizione del patrimonio: cioè nelle discrepanze tra valori immobiliari, finanze e debiti”.