
Nell’ultimo tavolo regionale, prima delle feste, l’assessore Giannini ha dato disponibilità “a ridiscutere della velocizzazione dei collegamenti e della soppressione di alcune fermate tarantine anche in virtù del nuovo orario disposto dal Gruppo FS a partire dallo scorso 9 dicembre”, spiega Maria Teresa De Benedictis, segretario regionale e provinciale Filt Cgil, che parla però di “Un deja-vu che per la CGIL tarantina non può passare inosservato”. Come a dire di passare dalle parole ai fatti.
Si rivolge invece ai parlamentari tarantini, il segretario provinciale della Cgil di Taranto, Paolo Peluso, perché si facciano portavoce dei disagi pugliesi e di Taranto in sede di discussione del nuovo piano industriale di FS. Il sindacato chiede “che venga ripristinata l’offerta commerciale sulla lunga percorrenza e che si abbiano maggiori treni per i collegamenti con Roma e con il nord (Intercity notte, freccia rossa); chiedono la rivitalizzazione della stazione di Taranto; richiamano l’attenzione sul potenziale inespresso del trasporto turistico: la tratta Taranto Nasisi-Taranto Arsenale, seppur storica (risale al 1916) e di forte interesse turistico, resta seppellita da vegetazione incolta e in stato di abbandono.