Ilva, “chiusura programmata” a Taranto? Reazioni anche a Genova

Sospesa la trattativa Ilva. Operai nel limbo, in attesa ormai del nuovo Governo. Parlano di chiusura programmata, Cinquestelle e Lega. Tutto mentre Arcelor Mittal prova a trovare la quadra coi metalmeccanici, immobili sul lavoro: dal mantenimento dei livelli occupazionali, alle garanzie contrattuali. La soluzione non è la chiusura, per i sindacati di Taranto e di Genova.

L’Ilva di Taranto condiziona tutti gli stabilimenti, e tutta la filiera dell’acciaio. Ma accanto al lavoro, non può più essere considerata secondaria la questione ambiente, e quindi, l’emergenza salute. Diritti conciliabili anche senza chiusura, per i sindacati.

Resta la sicurezza sul lavoro. Gli impianti dell’Ilva di Taranto, tema di tanti e continui scioperi a Taranto, vanno messi in sicurezza. Poche ore fa un grave incidente in Acciaieria2: una caduta, a quanto pare, per l’instabilità del grigliato sul quale l’operaio stava lavorando. Il 17 maggio, la morte di Angelo Fuggiano, travolto da una grossa fune d’acciaio.

I sindacati di Taranto chiedono l’immediata convocazione dell’unità di crisi operativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ad opera del Prefetto di Taranto alla luce degli “ultimi tragici accadimenti occorsi nell’ambito dell’area industriale”. Paolo Peluso, Antonio Castellucci e Giancarlo Turi, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, propongono “di riprendere e di rivisitare il protocollo sulla sicurezza sul lavoro firmato nel 2013 in Prefettura, che contiene anche capitoli specifici su Ilva e sugli altri siti dell’area industriale”.