Ilva, Melucci: “Ricorreremo a giustizia nazionale e UE”

Tornare dinanzi al Tar di Lecce, fare un esposto alla Procura della Repubblica contro il no del Mise sull’accesso agli atti dell’aggiudicazione Ilva e fare un esposto anche all’Autorità del’UE sulla procedura di aggiudicazione del siderurgico. E’ quanto sta valutando di fare il Comune di Taranto, dopo il no alla proposta di accordo di programma sull’Ilva.

“Istituzioni locali e nazionali, potenziali investitori e lavoratori, cittadini tutti, devono oggi essere consapevoli che o si dà soddisfazione piena alle istanze di Taranto o nemmeno la chiusura definitiva dello stabilimento Ilva rappresenta più un tabù per l’Amministrazione comunale”. Tuona Melucci contro la chiusura dei ministri. Offendono la città, visto il “dileggio e disprezzo alle nostre istanze”. La vertenza Ilva fa gola solo per interessi politici, per il sindaco, considerato che “hanno atteso il closing delle liste per risponderci”. Una “vertenza epocale la cui gestione fallimentare può essere superata solo con l’intervento del Capo dello Stato”.

“Usano il Cis come palliativo, per di più alquanto inefficace. Fermiamoci a riflettere”, aggiunge Melucci, annunciando che il Comune non parteciperà al tavolo del Contratto Istituzionale di Sviluppo.

La bocciatura è firmata dai ministri della Salute, dell’Ambiente, dello Sviluppo economico e del Mezzogiorno, i quali insistono per il protocollo di intesa, salvando dell’accordo solo poche parti, relative al monitoraggio ambientale e sanitario. Per il resto, è no sul piano ambientale, no alla decarbonizzazione, no alle integrazioni al decreto e a tutti gli altri contenuti della proposta.

“L’impressione è che i Ministri firmatari della lettera – inoltrata ieri sera tardi, solo dopo averla consegnata ai tg nazionali – vogliano allontanare ogni ipotesi di accordo – conclude il sindaco – vogliano mettere gli enti locali nella difficile condizione politica di non poter arretrare”.