Agrumi: Taranto e Foggia traino di Puglia, ma occhio a virus e concorrenza sleale

Taranto e Foggia sono le province che fanno da traino in Puglia nella produzione di agrumi. Occhio però a concorrenza sleale e a virus, denuncia Coldiretti Puglia.

Il patrimonio, da tutelare, a livello regionale vale 115 milioni di euro per una produzione di 2,6 milioni di quintali, soprattutto di arance e clementine che hanno avuto il riconoscimento comunitario dell’IGP (Indicazione Geografica Protetta), quali l’arancia del Gargano, il limone Femminello del Gargano e le clementine del Golfo di Taranto. Sono questi gli ultimi dati riportati da Coldiretti.

Le imprese agricole che si dedicano alla produzione di agrumi in provincia di Taranto – ricorda l’associazione di categoria – sono 1.041, il 9% del totale dell’imprenditoria agroalimentare jonica, con una produzione di clementine, arance e mandarini di 1,9 milioni di quintali, e “tale patrimonio va valorizzato attraverso un piano straordinario agrumicolo ed un sostegno al reddito, considerato anche il fatto che la concorrenza sleale dei Paesi comunitari ed extracomunitari sta determinando un calo dei prezzi di vendita del 25%”.

“Inaccetabili – denuncia il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – i prezzi pagati agli agricoltori i quali non riescono neanche a coprire i costi di raccolta a causa della concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero”. Il settore inoltre è danneggiato, proprio come accade con la xylella per gli ulivi, dal virus “tristeza degli agrumi”, una delle più gravi malattie che colpisce le coltivazioni, diffusa da decenni nella provincia di Taranto e di cui ancora poco si parla. Per Coldiretti la soluzione sta nel giusto impiego delle risorse messe in campo nel Piano di Sviluppo Rurale, ma soprattutto nel coordinare le azioni tra produttori e ministero delle Politiche agricole.