Ilva. Saltato il tavolo al ministero, volano stracci tra Calenda ed Emiliano

Il tavolo istituzionale sull’Ilva di Taranto “ha affrontato tutti i nodi all’ordine del giorno richiesti dalle istituzioni locali, in particolare l’anticipo della copertura dei parchi minerari – afferma il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda – Continueremo ad andare avanti con investitore, ma se la condizione è costruire un’addenda contrattuale con garanzia dello Stato, non posso fare assumere allo Stato una responsabilità di oltre 2 miliardi di euro per pagare il conto del ricorso”.

Calenda e Bellanova dopo l’incontro a Roma

“Abbiamo chiarito, una volta per tutte – ha continuato Calenda – che l’accettazione della misura cautelare presentata da Comune e Regione determina la chiusura dell’impianto Ilva perché scadono i termini Aia, su questo il ministero dell’Ambiente è stato tassativo”.

Sbotta il ministro e il tavolo Ilva per Taranto salta. Clima positivo e costruttivo all’inizio, racconta il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, ma “poi uno scambio di messaggi tra i ministri Calenda e De Vincenti ha fatto cambiare i toni”.

Il governatore pugliese propone l’autogestione del tavolo e aggiunge che se il ministro Calenda “fa questa pantomima” è perché “ha capito che l’operazione può avere altre problematiche e pensa di dare la colpa alla Regione Puglia e al Comune di Taranto. Si sta comportando in maniera immatura e ne risponderà nelle sedi competenti”.

“Leggo dichiarazioni farneticanti del Presidente Emiliano – replica il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti – non sa quel che dice e, forse, neanche quel che fa”. Intanto Calenda fa chiarezza sullo scambio di messaggi.

Emiliano all’uscita dal Mise

“L”unico sms che ho ricevuto nel corso della riunione – rivela – veniva proprio da Emiliano ed era il seguente: “Dobbiamo chiedere formalmente di riaprire il riesame Aia nelle sedi opportune…ministero ambiente con autorità competenti, tra cui regione provincia e comune, e poi travasare gli esiti nel piano industriale. Altrimenti, aria fritta…questa riunione di oggi non può superare le norme vigenti che attengono l’Aia”.

Più pacati, ma non meno fermi di quelli tenuti fino ad oggi, i toni del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci: “Il tavolo è stato costruttivo, ma c’è ancora da fare chiarezza su vari temi, come l’indotto e l’emergenza sanitaria”. Certo è che “questa volta – afferma Melucci – negoziati al ribasso frettolosi non sono possibili, possono far saltare tutti i tavoli che vogliono, torneremo sempre qui a lavorare sui contenuti”.