Ilva. Calenda: “se Regione e Comune usano tutti i mezzi necessari per far saltare l’Ilva, l’Ilva salta”

 “Dagli Enti locali c’è una gestione schizofrenica. Ma si sappia, se Regione e Comune usano tutti i mezzi necessari per far saltare l’Ilva, l’Ilva salta”.

Calenda: “Allora però Emiliano lo dica in modo chiaro non attraverso i ricorsi ma assumendosene la responsabilità”

“Ho deciso che congeleremo il negoziato sull’Ilva aspettando la decisione del Tar di Lecce sull’impugnativa del governatore della regione Puglia, Emiliano, e del Comune di Taranto”.

Lo ha annunciato il ministro dello sviluppo, Carlo Calenda durante l’assemblea della Cgil sull’acciaio. “Sono inutili i tavoli finché non è chiara la situazione. Se il Tar di Lecce accoglie l’impugnativa, l’amministrazione straordinaria dovrà procedere allo spegnimento dell’Ilva”.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti risponde invece a margine di un convegno in Confindustria: “Io sono davvero stupito dalla posizione della Regione. Non capisco come si possa tentare di mettere in discussione una cessione che ha un Piano industriale forte, con un’azienda seria dall’altra parte e un Piano di ambientalizzazione che è il migliore che abbiamo mai visto. Poi” aggiunge “chi fa queste cose se ne assume la responsabilità. Io ho davvero la coscienza a posto. Noi abbiamo presentato un Piano ambientale che supporta un Piano industriale dove si spendono oltre due miliardi per l’ambientalizzazione; ci sono novità anche rispetto alla precedente Aia (Autorizzazione integrata ambientale): non c’è la copertura del solo parco minerario principale ma anche quella di alcuni parchi minori”.

“Oltretutto c’è una clausola di salvaguardia fortissima” conclude cioè fino alla fine dell’ambientalizzazione, finché non sarà completato l’ultimo degli interventi previsti dall’Aia, la produzione avrà un tetto a 6 milioni di tonnellate l’anno, che è esattamente quello che Ilva produce oggi”.

Da Twitter le reazioni del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e dello scrittore napoletano Erri De Luca

“Caro ministro @CarloCalenda io rispondo alla mia coscienza e ai tarantini, non al portafogli di qualche lobbista. Se l’acquisizione non rispetta l’ambiente e le nostre priorità è un problema di chi la ha permessa. Taranto non si fa violentare più, i ricatti non ci spaventano”.

Così il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, si rivolge in un tweet al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Quest’ultimo ieri ha puntato il dito contro la Regione Puglia e il Comune di Taranto che hanno impugnato il decreto con cui il governo ha modificato il piano ambientale relativo all’Ilva, lo stabilimento siderurgico nel capoluogo ionico. Per Calenda, la decisione di Comune e Regione mette a rischio la vendita dell’Ilva e le bonifiche ambientali. Anche il ministro, sul proprio account Twitter, ha scritto che “si governa risolvendo i problemi, non con retorica e ricorsi”.

Calenda ha anche elencato i provvedimenti del governo sul siderurgico: “1,2 mld piano ambientale, 1,08 bonifiche, anticipo copertura parchi (400 milioni), limite a 6 milioni di t. fino a chiusura piano ambientale, 500 milioni di interventi già fatti”.

“Governo permette a ILVA Taranto di proseguire fino a 2023 a spargere veleni. Regione Puglia e sindaco impugnano decreto: buon segno di vita”. Scrive su Twitter lo scrittore Erri De Luca, commentando la decisione della Regione Puglia e del Comune di Taranto di impugnare il decreto con cui il governo ha modificato il piano ambientale relativo allo stabilimento siderurgico di Taranto.

Landini, scelta Emiliano sbagliata, serve responsabilità. “Per la Cgil la scelta di Emiliano è una scelta sbagliata. Questo non è il momento dei tribunali, c’è una trattativa in corso, è il momento della responsabilità”.

Così Maurizio Landini a margine del convegno della Cgil sull’acciaio parlando del ricorso che la Puglia ha fatto al Tar impugnando il dpcm sul piano ambientale dell’Ilva.

“Oggi – ha proseguito Landini – è opportuno far ripartire gli investimenti e la copertura dei parchi minerari. E’ importante – ha proseguito – portare ArcelorMittal a utilizzare tutte le tecnologie migliori e le soluzioni possibili” per ambientalizzare l’Ilva. “La lotta dei lavoratori – ha proseguito Landini – ha prodotto l’avvio di una trattativa vera. Sono stati aperti tavoli istituzionali che adesso devono partire in sede locale. Non è questo – ha concluso Landini – il momento dei tribunali e dei magistrati”.

Re David, serve impegno è momento delicato. “Ieri sera abbiamo saputo che il presidente della Puglia Emiliano ha presentato il ricorso al Tar contri il Dpcm sull Ilva. Pensiamo che non sia un fatto positivo in una fase cosi delicata”. Cosi il segretario generale della Fiom Francesca Re David entrando all’assemblea nazionale della siderurgia della Cgil.

“Oggi – ha concluso Re David – siamo alla soglia dell’ apertura dei tavoli locali dell Ilva. É un momento delicato dobbiamo lavorare insieme per questo serve impegno di tutti”.

“Emiliano ritiri il ricorso e Calenda continui il confronto” ha poi auspicato dopo l’annuncio del ministro Calenda di sospendere tutta la trattativa sull’Ilva. “In questo momento – ha proseguito Re David serve senso di responsabilità da parte di tutti. E’ una trattativa complicata. Noi abbiamo continuato a trattare anche mentre è ancora aperta l’indagine antitrust. Come Fiom pensiamo che il confronto debba continuare. Non si debbono scaricare le responsabilità solo sui sindacati e sui lavoratori”.

Calenda (Mise). La decarbonizzazione è una favola. Congelato il negoziato in attesa del TAR di Lecce. “La decarbonizzazione dell’Ilva è una favola. Non c’è un impianto al mondo delle dimensioni di Taranto che possa andare solo a gas. Non ce l’hanno nemmeno in Arabia Saudita. Io vorrei un’Ilva decarbonizzata ma non si può fare oggi. Dare guazza a questa cosa significa prepararsi a un disastro industriale. Mittal è pronto a studiare la decarbonizzazione ma non bisogna dar voce a cose che non esistono”.

Così il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda parlando dell’Ilva all’assemblea della Cgil sull’acciaio. “Il piano ambientale per l’Ilva – ha proseguito Calenda – non ha precedenti e non si fonda sulla deindustrializzazione come Bagnoli ma sulla riconversione e l’ambientalizzazione. Tutto il rilancio dell’Ilva ha al centro il piano ambientale”. “Voglio essere chiaro: in questo Paese non può continuare il gioco della sedia dove la musica continua sempre e noi paghiamo. Questa volta la musica si ferma”.

“I commissari – ha proseguito Calenda – saranno obbligati a iniziare il processo di spegnimento degli impianti dell’Ilva. Questo metterà in discussione tutta la riqualificazione e il rilancio del siderurgico di Taranto”, ha proseguito Calenda. “Ci sono in ballo 5,3 miliardi di euro e io non saprei quando è mai stato fatto un investimento simile nel Sud Italia. Ora c’è il rischio che l’investitore possa pensare di ritirare gli investimenti e scappare a gambe levate. Per questo è inutile andare avanti nella trattativa se non si chiarisce il quadro”. “Emiliano ha detto che i bambini di Taranto gli chiedono di impugnare il dpcm – ha aggiunto Calenda visibilmente irritato – invece io penso che i bambini di Taranto ci chiedono di coprire i parchi, di fare gli investimenti. Qui c’è una campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini”

Palombella (Uilm), da ricorso Puglia scenari drammatici. Per Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, il ricorso al Tar della Regione Puglia sul decreto che ha modificato il piano ambientale dell’Ilva “non ha nulla a che fare con la difesa dell’ambiente e della salute”. “E’ un errore – aggiunge – che può avere conseguenze gravose in termini occupazionali e per paradosso anche dal punto di vista ambientale”. “Qualora il Tar – rileva – dovesse accogliere la suddetta sospensiva si aprirebbero scenari drammatici: fermata dei pochi impianti rimasti in marcia, blocco di qualsiasi risanamento ambientale. Una vera e propria ‘bomba’ produttiva, occupazionale ed ecologica che nessuno sarà in grado di disinnescare”. “Stigmatizziamo – sottolinea Palombella – la scelta del presidente della Regione Puglia, compiuta insieme al Sindaco della città di Taranto, e speriamo che non sia dettata da mere esigenze di visibilità politica. I cittadini e i lavoratori della Puglia e di Taranto meritano scelte responsabili”. Secondo il segretario della Uilm, il ricorso, inoltre, “incide in modo fortemente negativo sull’avvio in atto del confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico sul Piano Ambientale per Taranto. Esiste ora il concreto rischio che salti l’unica possibilità di risanamento ambientale nello stabilimento del capoluogo ionico”.

Bellanova, dopo ricorso aperto baratro in trattativa.  “Che oggi tutte le parti sociali presenti al tavolo di trattativa con Arcelor Mittal su Piano Ambientale e Piano Industriale dell’Ilva stigmatizzino come atto gravissimo e irresponsabile il ricorso al Tar della Regione Puglia e del Comune di Taranto sul DPCM del 29 settembre scorso, chiarisce più e meglio di molti commenti il baratro reale apertosi dinanzi alla trattativa in corso, la cui qualità e credibilità viene ribadita in modo inequivoco, e dinanzi al destino di Taranto come degli altri siti occupazionali e produttivi in cui è presente il gruppo Ilva”. Lo afferma il viceministro Teresa Bellanova dopo la decisione del presidente della Regione Puglia e del sindaco del Comune di Taranto di impugnare l’ultimo DPCM su Ilva e l’annuncio del Ministro Calenda di sospensione della trattativa.