Ilva, proteste a Genova e domani assemblea a Taranto. Vico: “No a percorsi singolari”

Stabilimento Ilva di Cornigliano occupato con tanto di stop alla produzione. Annullato invece il corteo dei lavoratori liguri per “non disturbare la città ” hanno detto i sindacati. La protesta andrà avanti almeno fino a domani, mercoledì 8 novembre. Giorno in cui pure Taranto tornerà a farsi sentire con l’assemblea dei cittadini e delle associazioni, davanti alla portineria D del siderurgico. Obiettivo degli organizzatori è tentare di coinvolgere gli operai in “una battaglia comune per la tutela della salute, dell’occupazione e dei salari”. “Vederci sotto la fabbrica – scrivono nell’invito a partecipare varie associazioni  – potrà essere una straordinaria occasione per unirci con i lavoratori”.
La proposta è quella di stilare un accordo di programma che “riscriva le sorti della città”. Proprio su un accordo di programma fanno leva i genovesi. Siglato nel 2005 in Regione Liguria l’accordo prevede la garanzia di continuità occupazionale, a fronte della chiusura dell’area a caldo. Per questo i sindacalisti liguri chiedono un tavolo ad hoc per Cornigliano. Ma è a Taranto che si gioca il grosso della partita dove i numeri della vertenza sono i più gravi, con 4000 lavoratori sulla graticola.

In realtà non dovrebbero esserci proteste parallele, ma una sola direzione. Così per il parlamentare tarantino Vico: “La complessità della trattativa in corso esige una forte ed unitaria strategia da parte dei sindacati dei lavoratori in tutti gli stabilimenti Ilva. Nessuno stabilimento del gruppo può ipotizzare percorsi singolari. La parola d’ordine resta una: “nessun licenziamento tra i diretti e tra i lavoratori degli appalti”.

Continuano intanto i tavoli della trattativa al Mise. Previsto per il 9 novembre il confronto tra i metalmeccanici e la Am InvestCo sul piano industriale. Si tornerà sul piano ambientale invece il 14 novembre: si discuterà della messa in sicurezza e delle bonifiche dei complessi industriali. La riconversione in chiave ecosostenibile dei processi produttivi è l’auspicio di tutti. “Diventare la capitale green d’Europa, con una fabbrica a norma” è invece il sogno, confessato alla Gazzetta del Mezzogiorno, del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci.