Caporalato. Anche Emiliano alla riunione interministeriale a Roma: a un anno dalla legge i primi risultati

A un anno dall’approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati della legge di contrasto al caporalato, ”il contrasto al caporalato è stato rafforzato e l’applicazione della norma contro il lavoro nero nei campi procede bene. Lo dicono le decine di indagini aperte e l’aumento dei controlli” afferma il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina al termine della riunione, svoltasi in occasione del primo anniversario presso il Mipaaf nella Sala Paola Clemente, dedicata alla lavoratrice pugliese morta nei campi a luglio 2015 – una riunione operativa alla presenza dei ministri Martina, Marco Minniti, Andrea Orlando, Giuliano Poletti insieme a Inps, sindacati, organizzazioni agricole e industria alimentare.

Presente all’incontro anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Anche per lui è stata una giornata importante “per mettere a punto il meccanismo che è stato progettato l’anno scorso e che ha cominciato a funzionare. Sono contento” ha detto “che il sindacato e gli operatori siano soddisfatti dell’efficacia della nuova legge sul caporalato, soprattutto nei suoi aspetti repressivi, e adesso dobbiamo fare in modo che l’offerta e la domanda di lavoro in agricoltura si incontrino senza l’interferenza del caporalato mafioso e, più in generale, di coloro che intendono violare i diritti dei lavoratori e delle imprese”.

Secondo Emiliano “l’aspetto repressivo della legge sta funzionando, quello che non è ancora a regime è il meccanismo residenza, trasporto pubblico e salari e naturalmente c’è il rischio che ad ogni sgombero di queste aggregazioni illegali corrisponda lo spostamento del campo in un altro luogo”.