Reddito minimo d’inserimento. Regione Basilicata prende tempo
Il reddito minimo d’inserimento partirà entro maggio? La Regione Basilicata prende ancora tempo su uno dei provvedimenti più volte annunciati e rimandati per cause anche su sponda nazionale sul piano dell’inclusione sociale.
Nelle scorse ore, incontro alla Sala Verrastro dell’ente, tra gli altri, alla presenza del governatore Pittella, segreterie regionali di CGIL, CISL E UIL ed una delegazione di beneficiari. Il sindacato, attraverso Summa, Falotico e Vaccaro, ha chiesto una differente utilizzazione delle risorse rispetto alla precedente intesa raggiunta con il Ministero dello sviluppo economico e con il Ministero dell’economia e delle finanze – come reso noto dall’ufficio stampa della Giunta regionale – allo scopo di scorporare i fondi disponibili per il reddito minimo di inserimento in due differenti ambiti nel dichiarato intento di venire incontro ai circa 700 lavoratori della mobilità in deroga, che rischiano di perdere ogni forma di ammortizzatore sociale. La proposta di separare le due platee, deriva quindi dalla necessità di dare una risposta occupazionale o di accompagnamento alla pensione nei confronti di lavoratori in mobilità, con anni di contributi, che non provengono dal disagio e che possono essere avviati in progetti sperimentali attraverso l’applicazione del contratto idraulico forestale. Ai lavori hanno preso parte anche il direttore generale alla Presidenza, Marsico, ed il capogruppo della maggioranza PD in Consiglio Regionale, Cifarelli, ai quali Pittella ha fatto riferimento per una riflessione prima di decidere il da farsi.
Annunciata, inoltre, l’erogazione della quarta mensilità dei tirocini formativi per la platea ex Copes, mentre la determinazione dirigenziale per la quinta mensilità è in avanzata fase di istruttoria. Per quanto riguarda la rivisitazione dei progetti, si sta approntando una delibera che prevede la prosecuzione dei tirocini di inclusione per assicurare la continuità di questa misura di sostegno.

