Eni. Cgil Basilicata: la vicenda del Centro Oli è delicata e critica

La sospensione delle attività del Centro oli di Viggiano rappresenta “un tema delicatissimo” e “una situazione molto critica”: una “chiusura improvvisa e definitiva” dell’impianto “avrebbe gravi conseguenze sull’economia lucana e sull’ambiente”.

Lo ha detto il segretario lucano della Cgil, Angelo Summa, nel corso della riunione del direttivo che si è svolta ieri, a Potenza. Summa ha ricordato che la Cgil ha “denunciato da anni le gravi inadempienze del governo regionale e dell’Arpab, chiedendo controlli più stringenti e trasparenza. L’Eni in Basilicata ha fatto da controllato e da controllore, e ciò ha comportato quanto successo: la prima chiusura del Centro Oli il 30 marzo dello scorso anno e la diffida della Regione Basilicata, oggi, con la nuova conseguente chiusura”.

Angelo Summa nel corso del direttivo regionale CGIL Basilicata

La Cgil Basilicata continua “a sostenere – ha proseguito il segretario – il passaggio della transazione energetica, consapevoli che l’attività estrattiva non potrà protrarsi oltre i prossimi vent’anni, riattualizzando gli impegni scritti negli anni precedenti e i limiti stabiliti per un’attività sostenibile e nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Andare oltre significherebbe consumare tutto il suolo di cui la Basilicata dispone, i monti, l’acqua, che sono altre risorse su cui investire. I tre anni del governo Pittella – ha concluso – hanno dato carta bianca all’Eni, a partire dall’articolo 38 dello Sblocca Italia, dimenticando il contributo che la Basilicata già ha dato al nostro Paese”. (ANSA)