Ilva, oggi il tavolo al Mise 5mila col fiato sospeso

La trattativa sui lavoratori, e la presentazione delle offerte dalle cordate. Settimana clou per l’Ilva di Taranto. Il viceministro Teresa Bellanova tenta ancora di sciogliere il nodo occupazione e incontra al Mise i sindacati e i dirigenti dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria: dal 3 marzo, 4984 dipendenti del siderurgico dovranno usufruire degli ammortizzatori sociali. L’obiettivo è ottenere la riduzione del numero degli esuberi temporanei chiesti dall’Ilva, e di mantenere un’integrazione al reddito vicina al 70% tramite cassa integrazione. Ma potrebbe essere anche scelta la solidarietà che finora ha riguardato 3.095 lavoratori. L’accordo consentirebbe di proseguire nel piano di ambientalizzazione, senza effetti drastici sull’occupazione . E sarebbe valido anche nei confronti della cordata che acquisirà l’Ilva. Sempre il 3 marzo, saranno presentate le offerte per rilevare gli asset dell’Ilva. Due le cordate concorrenti: l’Arcelor Mittal con Marcegaglia da una parte e, Jindal, Cassa Depositi e Prestiti, Delfin e Arvedi dall’altra.

A porre un limite sugli esuberi, intanto, il decreto legge per il Mezzogiorno: De Vincenti ha fissato il numero a 3500, con lo stanziamento di 24 milioni di euro a copertura della cassa integrazione. Puntano a scendere almeno a 3000 addetti, invece, i sindacati metalmeccanici.