Il commissario EU Cretu sul “Futuro 2020”: quale politica di coesione per la rilanciare la crescita in Europa?

Proseguono le giornate italiane della commissaria europea alle politiche regionali Corina Cretu per fare, in Campania il punto della situazione con le autorità italiane sullo stato di avanzamento di due “grandi progetti” quello di Pompei e Napoli, entrambi finanziati con Fondi Fesr.

Data la complessità, il termine dei progetti è slittato rispetto al periodo di programmazione, ma la Cretu ha comunque avuto parole positive per lo stato di avanzamento sul Grande Progetto di Pompei e sullo sviluppo del sito Unesco nel centro storico di Napoli.

Insieme al ministro Claudio Devincenti, la Cretu ha poi dialogato, rispondendo alle domande di numerosi studenti campani, su come contribuire alla competitività e intervenire sui problemi strutturali delle regioni (occupazione, disuguaglianze sociali, disuguaglianze geografiche), e sulle forme più efficienti di sostegno, ovvero in che modo i fondi strutturali e di investimento possano essere utilizzati per il rilancio delle economie locali.

La commissaria Cretu con il ministro Devincenti

Stessi temi al centro di un incontro tenutosi con i presidenti delle regioni del Mezzogiorno sul futuro della politica di coesione dopo il 2020.

Al meeting della Cretu con il ministro alla coesione territoriale e Mezzogiorno Claudio Devincenti, hanno partecipato tra gli altri il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dell’Abruzzo Luciano D’alfonso e Gerardo Mario Oliverio, della Calabria.

Al seminario introdotto dal vice presidente della commissione sviluppo regionale Andrea Cozzolino, dal presidente del gruppo parlamentare dei Socialisti e Democratici Gianni Pittella ha preso parte il presidente Svimez Adriano Giannola che ha presentato un “paper” elaborato come contributo di idee alla discussione che si apre in Europa sulla riforma delle politiche di coesione per il rilancio della crescita.

Nel documento SVIMEZ si mettono in evidenza tre punti principali per ridurre le persistenti disparità regionali di sviluppo economico e sociale tra gli Stati membri: una golden rule per gli investimenti pubblici strategici, anche per consentire una reale addizionalità delle politiche di coesione rispetto agli investimenti nazionali; Un sistema di compensazione fiscale adeguato per compensare il Mezzogiorno e le altre regioni meno sviluppate per gli svantaggi concorrenziali causati dal dumping fiscale e da altri squilibri strutturali nazionali, in particolare all’interno della zona euro; Un riequilibrio dell’attuale configurazione geopolitica che punti sulle politiche mediterranee, andando ben oltre la (inadeguata) gestione dei flussi migratori.