A Taranto la Commissione Industria sull’Ilva, oggi riferisce sulle audizioni

Volge al termine la due giorni di audizioni della X commissione Industria del Senato, presieduta da Massimo Mucchetti, a Taranto per la questione Ilva. “C’è voluta la Commissione Industria per farmi entrare all’Ilva”, scrive sui social il governatore pugliese Michele Emiliano, in mattinata in fabbrica con i commissari e con Barbara Valenzano e, nel pomeriggio in Prefettura. Ha sentito tutte le voci, la commissione: medici, sindacati, ambientalisti.

L’Isde – Medici per l’Ambiente, punta sui dati relativi all’incidenza dell’inquinamento sullo salute dei tarantini: “Dal 2008 al 2014 ad ogni crescita di 1 microgrammo/m3 di PM10 e SO2 nell’atmosfera per maggiore produzione di acciaio è corrisposto un aumento di malattie cardiovascolari e tumorali tra i residenti dei quartieri Tamburi e Borgo di Taranto. E’ una drammatica relazione di causa-effetto”. Riportano l’esito dello studio di Regione Puglia, ARPA Puglia, ASL Taranto e Servizio Sanitario della Regione Lazio.

Lancia una provocazione invece l’ambientalista Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink: chiede ai senatori della Commissione “se sono disponibili a investire ognuno 10 mila euro in obbligazioni per l’Ilva al fine di valutare la bontà e la convenienza dell’investimento in Ilva. E se vi è quindi realmente una prospettiva di mercato”.

“L’assenza di informazioni sui piani ambientali presentati dalle due cordate interessate all’acquisto dell’Ilva è intollerabile” – tuona Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto – Ai cittadini di Taranto non viene fornito nessun elemento di conoscenza”. Attacca poi sulle lungaggini nella realizzazione dell’Aia, le cui “prescrizioni vanno urgentemente attuate. Non ci basta sapere che L’Ilva inquina meno”.

La commissione ha incontrato poi i sindacali confederali metalmeccanici. Nel corso dell’audizione, è stato presentato un documento di Cgil, Cisl e Uil, contro eventuali “ridimensionamenti produttivi, così come anticipato dal vice presidente di Arcerol Mittal che, in occasione dell’audizione in Parlamento, ha dichiarato di voler produrre solo 6 milioni di tonnellate di acciaio per soddisfare la domanda interna del nostro Paese”.