Rapporto Svimez: il Sud riparte, ma aumenta la povertà. Positivi i numeri della Basilicata

Matera. Sono molti i segnali positivi che arrivano dal Mezzogiorno, secondo quanto riferisce il rapporto annuale dello Svimez presentato a Roma. Trainato da turismo e agricoltura, nel 2015 il Pil delle Regioni meridionali è cresciuto dell’1%, più che nel resto del Paese, con un aumento rilevante in Basilicata del 5,5 %. La crescita nel Meridione ha beneficiato nel 2015 di alcune condizioni peculiari: un’annata agraria particolarmente favorevole; la crescita del valore aggiunto nei servizi, soprattutto nel turismo, legata alle crisi geopolitiche nell’area del Mediterraneo che hanno dirottato parte del flusso turistico verso il Mezzogiorno; la chiusura della programmazione dei Fondi strutturali europei 2007-2013, che ha portato a un’accelerazione della spesa pubblica legata al loro utilizzo per evitarne la restituzione. La bilancia commerciale è migliorata in modo significativo . Le esportazioni sono cresciute nel 2015 più nel Mezzogiorno che nel resto del Paese con aumenti particolarmente elevati che si sono registrati in Basilicata del 145,7% , con la ripresa dell’export di automobili. Tornano a crescere i consumi, riprendono timidamente gli investimenti, l’occupazione riparte con ritmi superiori a quelli del Centro-Nord, anche quella giovanile (+3,9% ). Ma allo stesso tempo il divario che è stato accumulato negli anni della crisi resta troppo grande per essere scalfito da questa ripresa. Nel campo del lavoro, per esempio, l’unica regione vicina ai livelli del 2008 è la Basilicata, che risulta in generale quella con i risultati migliori (mentre la più povera è la Calabria). E sempre rimanendo nel settore dell’occupazione, il dato complessivamente positivo va letto tenendo conto che a crescere sono i part-time, i voucher ed i lavori poco qualificati, con la comparsa dei ‘nuovi poveri’, lavoratori anche diplomati o laureati che con la crisi hanno subito un netto peggioramento della condizione economica”. Anche perchè, sottolinea lo Svimez, ora “con la crisi, al Sud il 60% degli individui in famiglie giovani è a rischio povertà”, un rischio che si allontana in Basilicata e Puglia.

Il punto, quindi, in generale del Meridione, è che i fondamentali restano negativi: il numero dei nati al Sud ha raggiunto il livello più basso dall’unità d’Italia, il saldo migratorio negativo è di 653mila unità, per due terzi giovani e con molti laureati. Dieci meridionali su cento risultano in condizioni di povertà assoluta, il rischio di cadere in questa condizione è triplo rispetto al resto del Paese e nelle due regioni più grandi, Sicilia e Campania, sfiora il 40%. Per questo lo Svimez avanza una serie di proposte. Tra queste, una politica industriale che favorisca l’accesso delle imprese meridionali agli strumenti di sostegno; più risorse per il contrasto alla povertà e investimenti addizionali nei Patti per il sud con le regioni; l’istituzione di un Ministero per le Infrastrutture e Trasporti t per il Mezzogiorno a sostegno dell’occupazione giovanile qualificata.