Ancora disabilitati gli sportelli Postamat (in orari non lavorativi) in Puglia e Basilicata

BancomatA ormai quasi una settimana dal provvedimento di Poste Italiane che limita le funzionalità degli ATM, gli sportelli automatici tramite i quali prelevare contanti (ma fare anche altre operazioni dalla semplice consultazione del proprio conto alla ricarica delle utenze telefoniche) solo negli orari di ufficio, sono molte le voci che protestano in rappresentanza delle diverse fasce delle popolazioni pugliesi e lucane.

L’apertura degli sportelli automatici nei soli orari di ufficio durante la settimana lavorativa  è stata assunta per via della escalation degli scassi a danno degli sportelli automatici che si sono registrati sul territorio appulo – lucano negli ultimi periodi. In particolare nelle province di Bari e Matera.

Da più parti le associazioni dei consumatori, fino alle dichiarazioni dei vari rappresentanti politici (pochi per la verità) territoriali denunciano la gravità di una decisione “che fa ricadere sui cittadini l’incapacità organizzativa di una grande azienda”.

In Puglia è la deputata del Partito Democratico, Liliana Ventricelli, che ha presentato un’interrogazione (con risposta in Commissione) ai ministri per le infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, per lo sviluppo economico, Federica Guidi, ed all’Interno, Angelino Alfano, sulla sospensione dei servizi automatici di Poste Italiane in Puglia ed in provincia di Matera (poi la decisione è stata estesa a tutta la Basilicata NdR).

“Ho chiesto ai ministri se siano informati della decisione di Poste Italiane e se non intendano intervenire per ripristinare i servizi per i cittadini anche nelle ore di chiusura degli uffici postali; soprattutto, è importante porre un argine a questa illegalità diffusa ed alla delinquenza nella regione Puglia perché non si deve consentire a queste bande di malviventi di averla vinta e di creare tali disservizi ai cittadini. Sono certa che gli inquirenti stanno lavorando con grande attenzione”.

Medesimo tenore la lucana Mirella Liuzzi, rappresentante alla Camera del Movimento 5 Stelle che ha depositato il testo di una interrogazione al ministro Guidi nel quale chiede la revoca del provvedimento di chiusura di Poste Italiane, la decisione infatti “crea enormi disagi per gli utenti”.

“E’ necessario che il Governo e il Ministro si mobilitino per assicurare il servizio. Bisogna garantire la sicurezza nei luoghi colpiti da atti criminosi con specifiche misure presso gli obiettivi sensibili, ma è impensabile che questa sia la motivazione per un gravissimo disservizio verso i cittadini e utenti”.

Vezio Ventricelli che è il responsabile della comunicazione di Poste Italiane per le regioni Puglia, Basilicata e Molise, contattato telefonicamente non si spinge molto al di là del comunicato diramato dall’azienda.

“Dall’inizio del 2016 abbiamo subito 19 assalti e nel 2015 sono stati 39. Il provvedimento” ha sottolineato “ha natura temporanea e transitoria per tentare di arginare un fenomeno di portata eccezionale”.

Certo è che in questo momento le forze dell’ordine nei territori interessanti stanno avendo molto da fare anche in termini investigativi per porre freno alle attività delinquenziali. Poste Italiane, complice anche la capillare diffusione sul territorio (stando ai dati non aggiornati del 2013 sono più di 400 gli sportelli in Puglia e più di 200 in Basilicata) è l’istituto che risente maggiormente di questi assalti, ma da quando ha deciso di chiudere in orari non lavorativi le funzioni dei postamat c’è stato un aumento degli scassi a quelli bancari, l’altra notte nel solo barese ne sono stati presi di mira ben quattro.