Protesta dei dipendenti Natuzzi a Bari. Emiliano: faremo ogni sforzo possibile

Una cinquantina di operai dell’azienda di divani ‘Natuzzi’ in protesta davanti alla sede del Consiglio regionale della Puglia per sollecitare interventi diretti alla tutela del posto di lavoro.

La vertenza che riguarda 365 operai in CIGS per 12 mesi. “Siamo al paradosso che si incentivano aziende che riducono il personale e noi siamo qui per chiedere la salvaguardia dei livelli occupazionali”, ha spiegato Felice Di Leo, sindacalista della Cgil, parlando con i giornalisti durante la manifestazione.

Gli operai in protesta

“Ci sono 365 lavoratori trasferiti dalle sedi di Laterza, Santeramo e Matera con un accordo fatto sulla loro testa a Ginosa: un trasferimento non funzionale ad un’esigenza produttiva, ma probabilmente” ha spiegato Di Leo “ad un licenziamento visto che lo stabilimento, già prima del trasferimento, era chiuso e che i lavoratori sono stati collocati in cassa integrazione a zero ore per cessazione dell’attività produttiva. A questo punto pensiamo che ad ottobre parta il licenziamento”.

“Siamo qui davanti alla sede del Consiglio regionale” ha aggiunto il sindacalista “per chiedere al presidente della Regione, Michele Emiliano, ed agli assessori allo sviluppo economico e al lavoro Loredana Capone e Sebastiano Leo, che si impegnino a pretendere dalla Natuzzi il reintegro dei lavoratori e che si mantenga quindi invariata la forza lavoro. È una questione che investe la Giunta pugliese, quella lucana ed il Mise visto che a settembre stanziarono 37 milioni di euro in favore della Natuzzi che non si è affatto impegnata ad incrementare la forza lavoro”.

L’incontro con Salvini a Santeramo in Colle nel pomeriggio

Di Leo quanto all’annunciato incontro tra i lavoratori ed il leader leghista Matteo Salvini, fissato per oggi pomeriggio a Santeramo, ha poi spiegato: “Ci confrontiamo con tutti i politici e poi giudichiamo nel merito. Se Salvini farà un punto sulla Natuzzi e si impegnerà a sostenere ed aiutare i lavoratori noi saremo felicissimi e ne renderemo atto, come faremmo con tutti quei politici che si dichiarino disponibili ad aiutarci”.

L’intervento di Michele Emiliano

“La Regione Puglia ha il merito di aver salvato alcune produzioni importantissime in Puglia, e tra queste la Natuzzi con almeno 1800 posti di lavoro, mettendo a disposizione per questa operazione una somma molto rilevante. Ha fatto tutto quanto in suo potere per evitare un dissesto che avrebbe impattato in maniera devastante sull’occupazione. Rispetto a questa pesante ristrutturazione industriale forse sono a rischio 300 posti di lavoro, ma faremo ogni sforzo possibile – e altrettanto abbiamo chiesto all’azienda – per salvaguardare anche questi lavoratori e l’assessore Capone è già impegnata in tal senso”. 

La risposta dell’assessore Capone

“La vertenza Natuzzi presso il Ministero non è chiusa e la vicenda si chiuderà solo quando anche i lavoratori di Ginosa avranno una prospettiva. Il contratto di sviluppo punta a integrare più di un migliaio di lavoratori che prima erano in esubero e che oggi avranno altra chance. Noi sosteniamo che vanno coinvolti tutti i lavoratori, anche quelli di Ginosa, dell’indotto e delle aziende collegate e per questo non abbiamo chiuso la vertenza. Possiamo sostenere ulteriori investimenti con i fondi regionali e chiediamo quindi che tutti i lavoratori siano rioccupati. Crediamo che ci siano tutte le condizioni perché l’azienda possa ancora crescere”.