Attesa per Rapporto Svimez 2015: deboli (ma incoraggianti) i dati della ripresa, che parte da Sud

Anticipazioni Rapporto SvimezIn attesa dei dati ufficiali che saranno formalizzati con la divulgazione del “Rapporto SVIMEZ 2015 sull’economia del Mezzogiorno” in programma martedì a Montecitorio (alla presenza della presidente Boldrini con tra gli altri pure Monsignor Santoro, vescovo di Taranto), alcune anticipazioni trapelano, o meglio sono state diffuse in varie forme e modalità già dai mesi scorsi.

Dopo sette anni infatti il crollo dell’economia nel Sud segna una significativa battuta d’arresto e il quadro drammatico delle anticipazioni sul rapporto Svimez fornite a fine luglio sembra quasi ribaltato grazie al traino di export (soprattutto auto), turismo e agrolimentare.

Le notizie non negative sono notizie positive, il Pil del Mezzogiorno ad esempio non peggiora rispetto invece a quanto previsto e anzi si avvia a toccare a fine 2015 quota zero.

Stando poi alle più recenti rilevazioni (le ultime di Confindustria e dell’INPS sull’occupazione) si parla addirittura di ripresa, sempre debole ma di ripresa, che parte proprio dal Sud.

La nostra economia dunque, non arretra ma anzi, recupera il terreno perduto in questi anni e lo fa a partire (anche) dalla Basilicata.

L’export lo abbiamo già citato, i risultati delle esportazioni dei maggiori distretti industriali del Mezzogiorno, sono stati superiori a quelli del centro-nord almeno nei primi sei mesi dell’anno.

Poi come ben sappiamo c’è il settore dell’auto. FCA con Melfi in particolare si fa sentire in maniera importante. La sola Basilicata ha visto le sue esportazioni crescere di ben il 148% in più rispetto allo stesso periodo del 2014. E non dimentichiamo il turismo: Matera a parte (che pure in regione ha fatto da traino) per la stragrande maggioranza degli operatori di tutto il meridione quella che è appena finita sarà ricordata come una stagione da record.

Ha capito tutto Marcello Pittella che mentre lamenta l’insufficienza dei posti letto per i turisti, 18mila in tutta la regione) a fronte del milione di visitatori attesi nei prossimi anni ricorda che al suo arrivo c’era una Basilicata con la soglia di povertà che superava il 50 per cento, ridotta oggi al 38 per cento.

Il lavoro non è terminato, e noi attendiamo i dati ufficiali di martedì