Bandi Asmel, si attende il pronunciamento del Tar Lazio

ASMELAttesa sul pronunciamento del Tar del Lazio in merito alla vicenda Asmel. La società consortile dichiarata non “legittimata ad espletare attività di intermediazione degli acquisiti pubblici”. Così si legge nella delibera 32 del 30 giugno 2015 dell’Autorità anticorruzione. L’Asmel cioè, secondo l’Anac, non può bandire gare su commissione di enti pubblici. Da qui il ricorso della società al Tribunale amministrativo regionale del Lazio. L’amministratore di Asmel Arturo Manera, in attesa del pronunciamento, ha scritto direttamente a Raffaele Cantone, presidente Anac, chiedendo una modifica della delibera «nelle considerazioni e nelle conclusioni, qualora emergano elementi di fatto non rilevati o non conosciuti nel corso dell’istruttoria».

“Il ricorso – si legge sul sito Asmel – con richiesta di nullità del provvedimento e della immediata sospensione dello stesso, è stato predisposto dai Professori Aldo Sandulli e Mario Chiti e contesta le motivazioni quanto il merito del provvedimento”. Asmel parla di eccesso di potere dell’Anac e di violazione della legge 241/90 sul procedimento amministrativo.

Che abbia ragione la società consortile, e quindi gli oltre 800 Comuni committenti coinvolti, oppure l’Autorità anticorruzione,  lo stabilirà il Tar in queste ore. Fatto sta che, solo in Basilicata, si contano 35 amministrazioni in attesa di risposta. E, tra queste, c’è il comune di Matera che tramite Asmel ha indetto il bando Piattaforma informatica municipale multiservizi. Secondo comunicazione pec dell’Asmel, la gara sarebbe stata già aggiudicata. Informazione smentita però dal dirigente del Comune di Matera incaricato di dare l’ok alle pratiche, Antonio Fasanella. Un passaggio sul quale al momento evidentemente c’è poca chiarezza. E che allarma la Confapi locale, la quale considera la gara illegittima, indipendentemente dalla delibera Anac. La Confapi contesta, in particolare, i requisiti troppo specifici per partecipare al bando.