Matera e le criticità ancora irrisolte nei collegamenti

Criticità CollegamentiMatera, una sorta di prigione – e nemmeno dorata – per chi voglia partire dalla città o raggiungerla utilizzando mezzi pubblici ed auto proprie e negli ultimi anni tutto, o quasi, è rimasto immutato.
Muoversi in treno da e per la Città dei Sassi era ed è un problema. Fino a Bari o a Ferrandina le opportunità per i viaggiatori non mancano. Poi, però, iniziano i problemi.

Per gli ultimi chilometri da compiere in direzione di Matera ci sono solo i mezzi delle Fal, treni (mai di domenica) e pullman. In auto da Bari a Matera o da Ferrandina a Matera, poi, tempi di percorrenza lunghi per gli interminabili lavori in corso in direzione del capoluogo pugliese e per il precario stato del collegamento tra la Città dei Sassi e la Basentana.

In treno Matera, unico capoluogo dell’Italia peninsulare non collegato alla rete nazionale ferroviaria, aveva costruito l’opportunità di uno sbocco in direzione della linea Taranto-Napoli all’altezza di Ferrandina: venti chilometri di binari ormai senza futuro dopo una spesa di 350 miliardi delle vecchie lire. Perchè – è la tesi di Rete Ferroviaria Italiana – quella tratta sarebbe passiva. Allora, perchè l’avvio dei lavori nel lontano 1986?

L’opzione aerea è fornita dall’aeroporto di Bari Palese: ottimi collegamenti con il resto d’Italia e con l’Europa, ma i problemi iniziano quando si scopre l’inadeguatezza del servizio-navetta verso Matera: pochi collegamenti e mai in coincidenza con i voli più frequentati.

Capitolo Bradanica. Sarebbe un’ottima opportunità da e per l’autostrada Napoli-Bari, ma l’arteria, in costruzione da oltre un trentennio, è ancora da completare per un intricato contenzioso tra impresa costruttrice ed Anas.

Matera, dunque, in una sorta di limbo: bella e impossibile almeno a livello di collegamenti, mentre il 2019 si avvicina a grandi passi. E così la futura capitale europea della cultura rischia di restare irraggiungibile per il viaggiatore interessato a visitarla. Un rischio reale a considerare il silenzio che avvolge il capitolo collegamenti per il quale si continua a registrare da almeno un quinquennio uno sconfortante “non pervenuto” a livello di interessamenti comunale, regionale e nazionale.