A Villa d’Agri la tavola rotonda su Petrolio e decreto Sblocca Italia

Villa d'Agri - Tavola Rotonda PetrolioVILLA D’AGRI – Un incontro interregionale sul tema “Petrolio in Val d’Agri – la parola all’informazione – Cosa bolle in pentola?”, si è svolta ieri a Villa D’Agri, alla presenza di un pubblico numeroso.

La discussione ha affrontato i temi della sostenibilità ambientale, in un periodo storico delicatissimo soprattutto in riferimento alle dinamiche politiche e al decreto Sblocca Italia che, come temono in molti, minaccia il protagonismo dei territori soprattutto in materia ambientale. E così dalla Basilicata, terra di cerniera da un punto di vista geografico, parte la rete dei comitati, delle associazioni e degli esperti del settore che, dalla Puglia all’Abruzzo, hanno snocciolato i temi economici, sociali ed ambientali di un territorio; temi che si intersecano inevitabilmentecon le estrazioni dell’oro nero.
La Tavola Rotonda è stata promossa dalla Ola, dal WWF, da Laboratorio per Viggiano, dall’Onda Rosa di Viggiano e da Libera Basilicata. Ma sono stati numerosi i rappresentanti della società civile, della politica, del mondo dell’associazionismo che hanno voluto dare il proprio contributo. A dimostrazione che, come ha spiegato Giambattista Mele di Laboratorio per Viggiano, “il decreto Sblocca Italia e la modifica del Titolo V rappresentano un atto di violenza e di sopraffazione nei confronti delle comunità locali.

L’ agricoltura lucana vive una crisi raccontata molto bene dai numeri: oltre 24.000 aziende agricole nell’arco di 10 anni hanno chiuso i battenti e a farne le spese sono soprattutto, come spiega il professore Terenzio Bove, le piccole e medie imprese in particolare in Val d’Agri la situazione preoccupante perché la riduzione delle aziende super il 59 per cento. “Solo nei 10 comuni dell’area dal suolo e sottosuolo l’economia locale sta subendo una evoluzione che va ovviamente a svantaggio delle produzioni agricole. La prima grande arma, come emerso dall’incontro ,resta l’informazione perché più il cittadino è costretto a districarsi nella rete spesso difficile incomprensibile delle normative delle leggi e maggiore è il pericolo che ci si allontani dal problema della partecipazione. “Grazie all’informazione, spiega il wwf, è possibile dar corpo ad una opposizione intransigente al piano nazionale del raddoppio e alle sciagurate politiche regionali che vogliono perpetrare sul territorio lo sfruttamento delle estrazioni petrolifere”.