Svimez 2013. Situazione drammatica al Sud. Basilicata, se possibile, ancora peggio.

svimezROMA – L’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno ha presentato oggi a Roma il rapporto 2013 sull’economia del Mezzogiorno.

La sintesi giornalistica impone una semplificazione che suona drammatica, come i numeri che rappresenta: all’interno di una crisi economica entrata ormai nel suo quinto anno, il Sud è a rischio povertà e desertificazione industriale.

La Basilicata, lo confermano i numeri dello studio, riesce a fare ancora peggio, almeno in alcuni indicatori:
“In un contesto di crisi nazionale, che ha visto il PIL del nostro Paese nel 2012 calare del 2,2%, nel Mezzogiorno il crollo è stato del 3,2% (in Basilicata è sceso del 4,2%) e con oltre 500.000 occupati persi rispetto al 2008.”
Così descrive il quadro a tinte fosche della nostra economia il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero che ha partecipato alla presentazione romana in veste di “delegato Anci al Mezzogiorno”.

Il presidente Giorgio Napolitano ha commentato lo scenario emerso dal rapporto come un “quadro inquietante”.

Scorrendo alcuni dati scopriamo, infatti, che il tasso di occupazione femminile è pari nel Mezzogiorno al 31,6% (su questo dato la Basilicata fa un po’ meglio con il 35,8%), mentre è al 55% nel Centro-Nord e supera in media il 60% nell’area Europea. Ancora due indicatori del disagio economico-sociale: in Basilicata la percentuale di famiglie che percepisce meno di 6mila euro all’anno è pari al 5,9%, mentre nel Mezzogiorno è al 3,8 e nel Centro-Nord è all’1,1%. Inoltre, una situazione di povertà (relativa) colpisce il 24,5% delle famiglie lucane, a fronte del 6,5% del Centro-Nord e del 26,2% del Mezzogiorno.

Rileva ancora Santarsiero che: “Sulla desertificazione, anche demografica, rileviamo che il numero dei decessi è risultato superiore a quello dei nati, cosa che nella storia d’Italia era accaduta solo nel 1867 e nel 1918 in concomitanza di situazioni estreme come il brigantaggio e la prima guerra mondiale”.

“E se non bastasse” rileva il consigliere regionale Michele Napoli “nei giorni scorsi l’Unione Europea ha certificato la retrocessione della Regione Basilicata, che torna tra le regioni Obiettivo 1, mentre siamo di fronte all’emergenza demografica accentuata dal più basso tasso di natalità affiancato alla ripresa dell’emigrazione specie intellettuale”.
Di certo non mancheranno altri commenti ai numeri impietosi che però, a nostro parere, inchiodano alle proprie responsabilità la stessa classe politica e dirigente della piccola e sciagurata regione lucana.