Banca d’Italia, Rapporto Economia Basilicata 2012: Export in calo, parsimonia delle famiglie, occupazione – 1,5%

La Copertina della Pubblicazione della Banca d'Italia

La Copertina della Pubblicazione della Banca d’Italia

POTENZA – E’ stato presentato alla stampa presso la sede di Potenza della Banca d’Italia, il Rapporto annuale sull’economia lucana.

Secondo le stime 2012 di Unioncamere, in un’Italia genericamente malata per effetto della crisi, lo stato di salute della Basilicata ha registrato una caduta della produzione interna e conseguentemente dell’export. Sommariamente il prodotto interno lordo è calato del 3,1 per cento e la produzione industriale in caduta libera nel solo 2012 (-9,5 per cento, -4,3 nel 2011). La situazione è pressoché simile nel resto del Mezzogiorno ma in misura più marcata rispetto al resto del paese. Da sottolineare le difficoltà nel settore meccanico dove le imprese specializzate nell’automotive, da sempre trainante dell’economia regionale, tra il 2007 e il 2011 hanno visto una riduzione di fatturato complessivamente del 18,2 per cento, più della media del settore nel resto del Paese.

Ad illustrare le singole variazioni il Dott. Giancarlo Fasano, Direttore della filiale, e i Dott.ri Paolo Mistrulli e Nicola Curci, entrambi del Nucleo ricerca economica. E gli interventi, unitamente a grafici dettagliati e numericamente complessi, hanno confermato che tra le regioni italiane, la Basilicata ha registrato il calo più marcato nelle esportazioni (17,5 per cento), un dato sensibile che conferma una contrazione di tutti i principali settori oltre l’indotto SATA che in passato ha “coperto” la situazione delle imprese medio-piccole. Vi ha contribuito principalmente la contrazione delle vendite di autoveicoli, mentre altri comparti hanno continuato a espandersi. Al netto dell’automotive e del petrolio greggio, le esportazioni sono aumentate dell’1,4 per cento su base annua, trainate dal settore dell’elettronica e da quello metallurgico.

Negativa anche il dato delle compravendite immobiliari (-17,7 per cento), accompagnata dal calo delle quotazioni, mentre in proiezione il settore delle opere pubbliche risentirà dello sfavorevole andamento degli appalti pubblici che, secondo il Cresme, si sarebbero ridotti fortemente nel 2012.

Quasi inutile rimarcare lo sfavorevole quadro occupazionale e il calo del reddito disponibile, che hanno influito sull’andamento dei consumi. Le vendite al dettaglio si sono ridotte del 10,5 per cento, più che in Italia e nel Mezzogiorno. Dopo essere aumentate nel 2011, le presenze di turisti sono diminuite del 4,2 per cento nel 2012, riflettendo principalmente la flessione di quelle degli italiani (che rappresentano oltre il 92 per cento del totale), diminuite per la prima volta dopo un quinquennio di espansione.
Resiste solo la città di Matera (dato del + 0,7%) con la fascia jonica a tenere il passo
Capitolo importante quello dell’innovazione. In Basilicata la percentuale di Brevetti e Marchi registrati dalle Imprese è irrisorio, segno di un approccio al futuro assai piatto e poco stimolante. In base a diversi indicatori, la capacità innovativa delle imprese lucane è più bassa di quella media del paese, riconducibile alla minore quantità di risorse investite dal settore privato, a sua volta connessa alla minore dimensione media delle imprese.

Nel 2012 il mercato del lavoro in Basilicata ha risentito della contrazione dell’attività economica con la scure che si è abbattuta inesorabile sui più giovani: il tasso di disoccupazione nella fascia di età compresa tra i 15 e i 34 anni è aumentato di 5,1 punti, portandosi al 28,2 per cento. Alla debolezza dell’attività economica ha corrisposto un andamento flettente dei prestiti bancari e un peggioramento della qualità del credito, con una lieve contrazione lo scorso dicembre (-0,7 per cento sui dodici mesi). Infine, Anche per effetto della maggiore rischiosità, il costo del credito alle imprese è aumentato, in particolare per quelle di maggiori dimensioni, sia per i finanziamenti a breve termine sia, soprattutto, per quelli a scadenza più protratta. Un quadro che rallenta le velleità di ripresa. Eppure, ci chiede il cittadino medio lucano, si guarda avanti con cauto ottimismo? Diceva Nicola Palmieri in un noto film (Rocco Papaleo): “La Basilicata esiste, è un po’ come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi” .

E’ possibile scaricare e consultare integralmente il documento sul sito della Banca d’Italia.