trmtv

Tensione tra giornalisti e parrocchiani durante la veglia di preghiera per il neonato trovato morto nella culla termica

  • Screenshot

    Clima di forte tensione ieri durante la veglia di preghiera organizzata dalla chiesa San Giovanni Battista di Bari, tra giornalisti e parrocchiani

    Attimi di tensione, tra giornalisti e parrocchiani, durante la veglia di preghiera a Bari voluta da S.E. Mons Giuseppe Satriano nel giorno dell’Epifania, per il bambino trovato morto nella culla termica nella chiesa di San Giovanni Battista.

    Si attende la conferma della data dell’autopsia sul corpo del bambino per fare chiarezza su una vicenda che, giorno dopo giorno, si infittisce. Gli esiti dell’esame autoptico, infatti, potrebbero chiarire i dubbi di quanto accaduto. Si parla di un black out nella zona (circa 10 giorni fa), poi le dichiarazioni di don Antonio Ruccia che conferma di non aver ricevuto nessuna chiamata d’allarme. Lo stesso afferma che il sistema sarebbe collegato con il Policlinico. Ma dal nosocomio smentiscono.

    La verità sembra lontana di una vicenda che ha lasciato sconvolta tutta la cittadinanza. Don Ruccia intanto è stato ascoltato a lungo dagli inquirenti: la Procura di Bari ha aperto un fascicolo e indaga su ignori con l’accusa di abbandono di minori aggravato da morte.

    Il giorno del ritrovamento (lo scorso 2 gennaio) il sacerdote era a Roma e spiegò che il suo cellulare non aveva squillato nonostante fosse collegato al sistema che fa scattare un alert quando viene posato un bimbo nella culla, come accaduto in altri due casi. Sul sito della parrocchia è scritto che la culla è collegata con il Policlinico, ma il direttore generale dell’azienda ospedaliera ha smentito, sottolineando che non è mai stato così. Le indagini si concentrano ora sul sistema di allarme e sulla eventualità che il riscaldamento di cui è dotata la culla non abbia funzionato.

    Exit mobile version