L’amministrazione comunale di Matera annuncia un aumento della Tari per il 2025, legato all’incremento dei costi di beni e servizi e alle emergenze ambientali
Il Comune di Matera ha approvato l’aumento della Tariffa rifiuti (Tari) per il 2025, un adeguamento reso necessario dall’aumento generalizzato dei costi di beni e servizi. Il sindaco Domenico Bennardi e l’assessore all’Igiene urbana, Massimilano Amenta, hanno spiegato che il Piano economico e finanziario (Pef) è stato influenzato dall’inflazione e dalle emergenze ambientali, come la raccolta di rifiuti in discariche abusive e il decoro post eventi alluvionali.
“Il servizio di gestione ha subito incrementi di spesa dovuti all’aumento dei costi di trasporto, carburante e smaltimento,” hanno dichiarato Bennardi e Amenta. I cittadini vedranno un aumento annuo tra 15 e 30 euro per un immobile di 100 metri quadri.
Bennardi, in qualità di vice presidente del consiglio nazionale dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), ha sottolineato che l’aumento della Tari è un fenomeno nazionale dovuto a vari fattori, tra cui l’inflazione e le crisi internazionali. “Con la Tari 2024, scattano gli aumenti della tassa sui rifiuti un po’ ovunque,” ha detto Bennardi, specificando che i comuni non hanno discrezionalità nel conteggio delle tariffe, stabilite dall’Arera.
La protesta di 76 comuni umbri e l’allarme lanciato dall’Anci evidenziano le difficoltà legate all’applicazione delle regole Arera e ai cosiddetti ‘impianti minimi’. Per mitigare l’impatto, Bennardi propone di destinare parte delle entrate della Tassa di soggiorno alla riduzione della Tari, specialmente per le famiglie bisognose. “Nelle città turistiche si generano maggiori rifiuti, costi che possono essere in parte ripagati dai turisti attraverso l’Imposta di soggiorno,” ha concluso il sindaco.
