Variazioni dell’inflazione: Genova in testa, Potenza al fondo

Le rilevazioni Istat indicano una tendenza all’abbassamento dell’inflazione a livello regionale, con punte più alte nelle Isole e al Centro

I dati ISTAT

Le ultime rilevazioni dell’Istat evidenziano un quadro dell’inflazione complesso e in continua evoluzione nel nostro Paese. Secondo i dati raccolti a maggio, nelle città con più di 150.000 abitanti, il tasso d’inflazione più elevato si osserva a Genova, con una percentuale del +9,5%. Messina e Firenze seguono a ruota con un tasso del +8,4%.

Al contrario, Potenza registra il tasso d’inflazione più basso, pari al +5%. Subito dopo, troviamo Catanzaro e Reggio Emilia con rispettivamente il +6% e il +6,1%. Questi dati segnalano una notevole variabilità dell’inflazione tra le diverse città italiane, riflettendo l’eterogeneità economica del nostro Paese.

A livello regionale, l’inflazione risulta in calo, ma permane più alta rispetto alla media nazionale nelle Isole, passando dal +8,8% di aprile al +7,9%, e nel Centro, dove si è passati dall’8,1% al 7,8%. La situazione è stabile nel Nord-Ovest, con un calo dal +8,4% al +7,6%, mentre risulta inferiore nel Sud (dal +8,0% al +7,4%) e nel Nord-Est (dal +7,7% al +7,2%).

Questi dati sottolineano come l’inflazione rimanga un fenomeno complesso e differenziato all’interno del panorama economico italiano, con tendenze che variano significativamente da una città e regione all’altra.