Il sogno irrealizzato di Leonardo Sacco: la biblioteca dedicata a Adriano Olivetti

Cinque anni dopo la scomparsa del giornalista e scrittore meridionalista, il progetto della biblioteca rimane un desiderio inappagato, le riflessioni di Pasquale Doria (Matera Civica)

Leonardo Sacco e la Biblioteca che non c’è

È nato il 4 maggio del 1924 il giornalista e scrittore meridionalista Leonardo Sacco.
Direttore della prestigiosa casa editrice Basilicata e del periodico con lo stesso nome, va annoverato tra i protagonisti di primo piano degli eventi che, a partire dagli anni Cinquanta, alimentarono l’attenzione sul dibattito “Matera città laboratorio di urbanistica” e sul recupero dei rioni Sassi.
La sua attività coincide con l’intensità dell’opera. Non è separabile dalle esperienze di assoluta modernità vissute accanto a un uomo avanti su tutto come Adriano Olivetti, ravvisabile specialmente nella realizzazione del Borgo La Martella e nel concorso internazionale di idee per il recupero degli antichi rioni di tufo.
È al Borgo che l’urbanista Ludovico Quaroni progettò una biblioteca per gli abitanti del nuovo insediamento di La Martella. Laboratorio che animò su diversi fronti l’impegno di Sacco circa i temi urbanistici e nell’analisi del rapporto tra politica, potere e legalità, come testimoniano alcuni suoi notevoli volumi. Qui, avrebbe voluto donare i suoi diecimila volumi. Non è stato possibile. Fu scelto un ambiente alternativo al quartiere Spine Bianche, i cui lavori sono terminati l’anno scorso. Ma dopo l’acquisto da parte della Regione Basilicata per la simbolica cifra di 1 euro di libri, riviste e documenti, era 2012, ad oggi nulla è stato classificato e digitalizzato, compito che avrebbe dovuto svolgere il Comune.
Cinque anni, intanto, sono trascorsi dalla sua scomparsa, avvenuta il 21 giugno del 2018. Che dire? Il ricordo della frugalità nella conduzione della vita quotidiana, soprattutto dell’impegno, dello studio costante, costituiscono il lascito spirituale più alto di un intellettuale che aveva chiaro il principio secondo cui “la vita non è già destinata ad essere un peso per molti, e una festa per alcuni, ma per tutti un impegno, del quale ognuno renderà conto”.
I suoi moniti ci mancano.
È il caso di ricordare solamente che ha sperato fino all’ultimo dei suoi giorni di toccare con mano l’ultimo sogno, purtroppo non realizzato, di un’intera vita: una biblioteca dedicata alla memoria di Adriano Olivetti, faro luminoso ancora oggi per quanti non vogliono e non possono dimenticare. Non dimenticano che con le sue macchine per scrivere è stato il primo vero
industriale simbolo del Made in Italy e che autentico pioniere del computer ha creato la prima Silicon Valley italiana. Soprattutto va riconosciuto il ruolo di fautore e sostenitore di una visione di armonia politica e sociale che rimane un orizzonte auspicabile per ogni realtà saldamente democratica.

Paquale Doria (Matera Civica)

(nella foto del 1958, Leonardo Sacco, Adriano Olivetti e Pietro Ricciardi)