Don Tonino Bello. Molfetta lo ricorda, sindaco: “Ci ha resi migliori”

Minervini: “Tutt’ora mi soffermo a pensare quanta forza avesse l’uomo per accogliere e abbracciare i problemi di tutti con un sorriso”

Sono passati ventotto anni dalla morte di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta.

“Oggi non è un giorno qualunque” afferma il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, ricordandolo come “infaticabile lavoratore dell’anima” che “ha disseminato in noi i semi dell’amore, della solidarietà. Ha curato le nostre anime, ha rimarginato le nostre ferite. Ci ha resi una comunità migliore”. “Don Tonino – dice Minervini – è stato una persona speciale per noi tutti, amato indistintamente. Ammirato per la sua profonda umanità, per la sua autentica vocazione. Un uomo dallo straordinario altruismo”.

“Tutt’ora – continua il sindaco – mi soffermo a pensare quanta forza avesse l’uomo per accogliere e abbracciare i problemi di tutti con un sorriso. Il suo sorriso è la tenacia della semina. Ma alcune volte una comunità come la nostra si ritrova disorientata, travolta dagli eventi della storia. Come la storia del tempo che viviamo. Una sofferenza, quella del virus, che sembra travolgere quegli insegnamenti. Soppiantarli definitivamente con il conflitto tra le persone, con la disgregazione. Ma è solo sbandamento”. E conclude: “I semi germogliano sempre. Accade alle volte che a causa del brutto tempo i germogli vengano spazzati via, ma le radici sono sempre lì, ben salde, pronte a rifiorire. E puntualmente rifioriscono, ancora e ancora. E non c’è tempesta che possa eradicarli”.