Aumento di contagi nella provincia di Bari: alcuni sindaci emettono ordinanze restrittive

Dad, chiusure e divieto di spostamento. I primi cittadini di Alberobello, Gravina e Noicattaro firmano nuove disposizioni in ottica anti-covid

Da Bari città ai comuni dell’hinterland, il coronavirus procede la sua corsa senza tregua. I numeri dei contagi in continua crescita spingono i sindaci a decidere per nuove strette. Ad Alberobello, la città dei trulli, non si va a scuola fino al 21 marzo. “Nessuno studente in aula, nemmeno i ragazzi con bisogni educativi speciali”. Sarà applicata per tutti la didattica a distanza. Sospesa, inoltre, l’attività di tutti i servizi educativi pubblici, come il nido comunale, e quelli privati, tra cui le ludoteche e gli oratori. L’ordinanza è stata firmata dal primo cittadino Michele Longo. “L’aumento dei contagi ci spinge a innalzare il livello di guardia per prevenire eventuali situazioni di gravità” dice Longo, che ha disposto anche il divieto di spostamento su tutto il territorio comunale a partire dalle ore 20 e il divieto assoluto per gli under 16 di muoversi dalle 17 del pomeriggio, se non accompagnati dai genitori. Le attività commerciali e artigiane saranno chiuse per due domeniche, il 14 e il 21 marzo, a eccezione di farmacie e parafarmacie, e resteranno chiusi dalle 18 anche parchi, giardini e campetti di quartiere. Sono sospese tutte le attività sportive, – si legge nell’ordinanza – comprese le gare agonistiche”. Nuove prescrizioni anche a Gravina in Puglia, dove il sindaco Alesio Valente ha disposto fino al 28 marzo il divieto di stazionamento in tutto il territorio comunale dalle ore 15 e per tutto il giorno nelle domeniche. Per il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, che nei giorni scorsi ha firmato un’ordinanza simile “l’unica soluzione per limitare i contagi che in questi giorni stanno rapidamente aumentando è un lockdown totale, almeno fino a Pasqua”. Il primo cittadino di Noicattaro ha fatto appello direttamente al governo, chiedendo misure più restrittive in quanto, dice, “le ordinanze dei sindaci non sono più sufficienti”.