Sindaco di Noicattaro riceve vaccino anti-Covid: “Quella dose sarebbe andata sprecata”

Raimondo Innamorato risponde alle polemiche: “Si vuol far passare un messaggio distorto. Non ho ricevuto alcun privilegio per il mio ruolo”

Una macchina del fango. Chiama così tutta l’attenzione su di sé, Raimondo Innamorato, sindaco di Noicattaro, paese in provincia di Bari. Nelle ultime ore il primo cittadino è al centro delle polemiche per aver ricevuto una dose di vaccino anti-covid, senza appartenere ad alcuna delle categorie interessate dalla prima fase della campagna di vaccinazione nel Paese.

“Era il giorno dell’Epifania ed erano venute meno delle persone in lista”, è stata la prima spiegazione di Innamorato, interrogato sull’opportunità del gesto. “Una dose di vaccino era avanzata”, ha spiegato il sindaco. “Ho chiesto alla Asl di contattare altri soggetti, ma mi hanno ribadito che avevano già provato invano. Mi hanno fatto comprendere che diversamente quella dose sarebbe stata gettata”.

Raggiunto telefonicamente, il primo cittadino non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito. Si dice addolorato per una versione dei fatti distorta al fine, sottolinea, di “dipingere un quadro orribile da mostrare ai cittadini”. Innamorato affida a un lungo post sulle sue pagine social il suo stato d’animo. “Sono sbigottito dalla cattiveria mostrata da alcuni giornalisti e da avversari politici che hanno provato a trasfigurare quanto realmente avvenuto, equiparandolo a caso di abuso di potere”. “È incredibile”, scrive il primo cittadino, che si chiede come mai nessuno abbia pensato che “vaccinare un sindaco, una persona esposta a tantissimi contatti giornalieri, – scrive – equivalga a tutelare la gente che lo incontra”. E nessuno, continua “ha pensato che gli operatori del Dipartimento di Prevenzione, per una defezione registrata all’ultimo momento e poco prima di considerare inutilizzabile una dose di vaccino, piuttosto che contattare amici o parenti e non avendo reperito alcuna altra disponibilità abbiano pensato di tutelare una figura che purtroppo non è annoverata nel piano nazionale dei vaccini ma che è ad altissimo rischio di contagio”.

“Ho deciso di fare politica per aiutare la gente – conclude – e credo di aver sempre interpretato al meglio il mio ruolo”.