A Potenza, una rete di associazioni cittadine chiede il ritiro della mozione contro il DDL Zan

Dopo la mozione approvata dalla maggioranza di centrodestra in consiglio comunale il 14 settembre scorso contro il DDL Zan, (decreto che si pone l’obiettivo di difendere le aggressioni fisiche e verbali a sfondo omofobo) le associazioni che contrastano la linea della massima assemblea cittadina tornano a chiedere un passo indietro e ricordano “Potenza non è omofoba”.

Si tratta per la precisione della sezione potentina di Anpi intitolata a “Bruna Dradi”, della Rete degli Studenti Medi Basilicata, dell’Associazione Insieme Onlus, Libera, Cestrim e ArciGay Basilicata, dell’Agedo, di Legambiente, di Arci Basilicata dell’Associazione Culturale Studentesca Unidea, dell’Associazione Lucana Autismo e dell’Associazione Lucanapa oltre che della sezione di Potenza di Amnesty International

Le associazioni rinnovano la richiesta dopo la prima mobilitazione di piazza (quella del 15 settembre, il giorno seguente al discusso dibattito consiliare) e “ai cambiamenti pervenuti all’interno della Giunta Comunale” nel frattempo.

“Il mondo sociale e associativo della Città Capoluogo” scrivono in una nota congiunta le associazioni “esprime la massima attenzione sul tema dei diritti civili e sulla richiesta da parte del mondo LGBT di vedere riconosciuta la necessità di tutela da ogni forma di odio e discriminazione”.

La mozione approvata durante i lavori dell’ultimo Consiglio Comunale di Potenza non solo si basa su fondamenti lontani dalla realtà dell’Italia del 2020, ma mette in ridicolo le nostre istituzioni comunali e cittadine accettando, di fatto, una visione discriminatoria dei rapporti sociali.

A sostegno della richiesta di superamento della mozione – presentata dal gruppo consiliare dei Fratelli d’Italia – gli attivisti potentini delle associazioni hanno predisposto uno striscione, nei pressi della sede del Consiglio Comunale in Via Nazario Sauro, per mantenere alta l’attenzione della cittadinanza e premere su tutti i Consiglieri, affinché la Città di Potenza “possa lavare un gesto vergognoso e omofobo”.

Il messaggio “Potenza non è omofoba” secondo la rete associativa locale vuole rimarcare non solo alla politica cittadina ma anche a quella regionale, il grave errore commesso affinchè “si ponga fine ad una delle pagine più brutte della storia recente” della comunità.

Gli attivisti annunciano che le iniziative in sostegno dei diritti di tutti i cittadini e di tutte le cittadine continueranno ad essere messe in campo con convinzione, “fino a quando l’intera collettività non prenderà coscienza dell’importanza della tematica e della necessità di interventi concreti, per garantire la piena parità sociale come espresso dall’Articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana”.