Caso Napoli, la manifestazione di Agedo contro la mozione

Nelle ultime ore le forze di opposizione nel consiglio comunale di Potenza, sindacati e molti cittadini hanno preso le distanze dalle parole del consigliere. Il presidente di Anci Basilicata, Salvatore Adduce, ha parlato di “Ombra inquietante sull’intera comunità regionale”.

Fuori dalle porte del Palazzo comunale a Potenza il messaggio è chiaro: “la città non odia”. Lo hanno ribadito i componenti dell’organizzazione Agedo, Associazione Genitori di Omosessuali, durante la manifestazione “non in mio nome” promossa dopo l’approvazione da parte del consiglio comunale di una mozione contro il ddl Zan-Scalfarotto, che mira a inserire l’orientamento sessuale e l’identità di genere nell’impianto giuridico in materia di reati e discorsi d’odio. A scatenare una tempesta di indignazione sono state le parole del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Michele Napoli, usate durante l’intervento di presentazione dell’atto. “Diciamocelo con chiarezza –ha detto Napoli- così usciamo dagli equivoci: l’omosessualità è contro natura”. Nell’equivoco invece si è ficcato a capofitto. Nelle ultime ore le forze di opposizione nel consiglio comunale di Potenza, sindacati e molti cittadini hanno preso le distanze dalle parole del consigliere. Il presidente di Anci Basilicata, Salvatore Adduce, ha parlato di “Ombra inquietante sull’intera comunità regionale”, affermando che quelle parole non rappresentano il capoluogo lucano. Anche Lega e Forza Italia hanno dichiarato di non condividere le espressioni in questione. Persino Napoli ha preso le distanze da se stesso, dicendo tramite un post su Facebook: “ho usato parole infelici e mi dispiace molto per questo”. Tanta indignazione, ma la mozione è passata.