Festa della Bruna: il vescovo di Matera incontra alla vigilia le autorità civili e militari

Festa della Bruna 2020. Alla vigilia del giorno più atteso dai cittadini materani, Mons. Caiazzo, arcivescovo della diocesi di Matera- Irsina incontra per il consueto saluto nella Basilica Cattedrale le autorità civili e militari. Un momento di raccoglimento e di riflessione assai significativo.

“Solidarietà come virtù civica di fronte ad un tempo difficile da vivere insieme. Un monito e una riflessione contro individualismi e protagonismi che, a scapito della collettività, creano solo lacerazioni”.

Nel corso del suo intervento, mons. Caiazzo si è riferito sia alla Chiesa che alla politica, ma anche a magistratura e mondo economico produttivo

“Invito ad attraccare la nave della fraternità, della giustizia e del bene comune in un porto sicuro che non guarda solo all’ssistenzialismo ma al valore della dignità” ha detto il vescovo “Cerchiamo di essere propositivi e guardiamo con la speranza cristiana al domani”.

Il vescovo della diocesi di Matera-Irsina ha ricordato che la “virtù è nell’unione e nella collaborazione. Sono aumentate a dismisura le situazioni di sofferenza e povertà nonché episodi di sfruttamento del bisogno da parte di usurai”. Questi comportamenti segnano, per il pastore della chiesa materana un  vero e proprio “deficit di relazioni umane”.

Per questi motivi il rischio è che “una pandemia peggiore del virus rischia di travolgerci se non si attuano serie progettualità comuni: paura e incertezza possono danneggiare lo sguardo verso il futuro”.

Poi un passaggio del discorso, mons. Caiazzo lo ha rivolto al gioco di azzardo, un settore che “genera industria con oltre 12mila persone impiegate e un fatturato legale di 87 miliardi euro oltre a una spesa media di 1270 euro l’anno, il dieci per cento” sottolinea “della spesa degli italiani”.

Dati citati dal vescovo per ricordare come “il fenomeno è esploso anche sul territorio lucano e le  vittime del gioco rappresentano un monito”.

Nel corso dell’intervento alle istituzioni locali mons. Caiazzo si è rivolto ai presenti affinchè insieme si operi perchè “nessuno possa parlare del ghetto del cuore dilatando le distanze fra gli uomini”.

“Non dimentichiamo la nostra storia passata” dobbiamo “reagire con orgoglio e determinazione. Dopo l’anno di Matera 2019” sottolinea Caiazzo “rendiamo vivo il disidero e la determinazione che contraddistingue i Cristiani distruggendo la morte” per uscirne vittoriosi.

Occorre dunque “lanciare segni di speranza facendo sentire gli abitanti protagonisti, non spettatori. Non solo garantendo servizi, ma anche mettendo la dignità della persona al centro della crescita  culturale, spirituale ed umana della comunità”.

Mons. Caiazzo ha poi ricordato il fondo istituito con la Caritas diocesana “una mano verso i giovani che vogliono mettersi in ascolto dei sogni aiutando le comunità con consulenti ed esperti per avviare attività”.

Infine “l’ora dell’ascolto” è il richiamo della pastorale sociale intitolata “buon lavoro” dedicata ai giovani come un a scrivere idee per il futuro. Per questo, annuncia il vescovo tra il 28 e il 30 settembre promuoveremo “una tre giorni con i giovani per conoscerci meglio e superare paure e solitudini”.

“Facciamo nostre le parole di papà Francesco” conclude Caiazzo “pregando per i governanti tutti affinché siano aiutati nel loro non facile lavoro e che nelle crisi si possa essere uniti per il bene del popolo. Un grazie per quanto fatto in questo tempo di pandemia augurando di scoprire il sindaco santo di Firenze, Giorgio La Pira che diceva ‘la vocazione politica e’ una forma alta di carità’.”