Fase 2, le abitudini che ci lascia in eredità la Fase 1. Il racconto dei cittadini materani

Per alcuni un distanziamento sociale automatico. Per altri alcuni hobbies: cucina e maggiore cura degli animali domestici

 

Una domenica spartiacque. Una domenica vigilia di riaperture importanti, seppure con tutte le precauzioni del caso: bar e ristoranti in primis, simbolo della convivialità, tra qualche ora potranno essere rivissuti in pieno.

 

Ossigeno per queste attività economiche. Ossigeno anche per i cittadini che ritrovano alcuni rituali. L’agorà materana, Piazza Vittorio Veneto, via del Corso, via Ridola, si ripopola pian pianino e i materani confermano la loro diligenza.

 

Tra qualche negozio anche di abbigliamento che si rifà il trucco, cittadini che si rimettono in forma, senza la restrizione di poterlo fare solo nelle vicinanze di casa, rivivono in forma perfettamente e precauzionalmente circolare le chiacchierate domenicali e qualcosa probabilmente resterà nelle abitudini. Ma cosa? Probabilmente un distanziamento sociale automatico, l’hobby della cucina, una maggiore attenzione per gli animali domestici, le camminate distensive in solitaria, passare più tempo con i propri cari.

 

In ogni caso, in questa domenica che ha un sapore misto tra la ripartenza e l’ultimo giorno di chiusura, l’auspicio di tutti è che ci sia un graduale ma definitivo addio a questo nemico pubblico che sta tenendo sotto scacco l’intero pianeta.