Bari, una “ruota” della speranza per salvare i bambini non voluti

Dalla scorsa Pasqua nella parrocchia di San Giovanni Battista a Poggiofranco a disposizione una culla termica e un collegamento diretto con la Neonatologia del Policlinico

La culla termica

La culla termica

Tra la soglia e la strada, la speranza passa da una ruota, o meglio da una culla. Nessun bambino è un errore, dice Papa Francesco, e alla vigilia di Pasqua del 2015 a don Antonio Ruccia, parroco della chiesa di San Giovanni Battista nel quartiere Poggiofranco di Bari, viene un’idea: ripristinare il concetto della “ruota” che nei secoli scorsi accoglieva nelle chiese e nei conventi i neonati che le mamme non potevano o non volevano tenere con sé. Una ruota moderna, una culla termica a cui si può accedere 24 ore su 24.

Fondamentale è stata la sintonia con il reparto di Neonatologia del Policlinico di Bari, che si è reso disponibile ad accogliere i piccoli non voluti. La culla, in questi mesi, è rimasta sempre vuota. Ma per don Ruccia il punto più importante è il messaggio trasmesso alla comunità.