A Bari il centro antiviolenza femminile dedicato a “Paola Labriola”

Bari - il procuratore Volpe al CAV Giraffa

Bari – il procuratore Volpe al CAV Giraffa

Più di 350 denunce di stalking ogni anno, quasi una al giorno, sono presentate nel distretto di Bari. Il dato è stato fornito dal procuratore Giuseppe Volpe, intervenuto alla inaugurazione del centro antiviolenza nella sede dell’associazione Giraffa intitolato a Paola Labriola, la psichiatra barese uccisa il 4 settembre 2013 mentre era a lavoro nel centro di salute mentale di via Tenente Casale nel quartiere Libertà. Con lui i due pm del pool ‘famiglia’ della Procura, Chiara Giordano e Marcello Barbanente.

“Nell’anno compreso fra giugno 2014 e luglio 2015 – ha detto Volpe – c’è stato un calo degli omicidi ma un aumento dei femminicidi, oltre a circa 350 procedimenti per stalking, indagini per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia”.

Per “dare un segnale della sensibilità della Procura di Bari rispetto a tematiche come la violenza sulle donne”, il procuratore ha deciso non soltanto di partecipare alla inaugurazione del centro, ma ha anche reso noto che “per la prima volta è stata inserita una donna nel nucleo di polizia giudiziaria, perché si occupi prevalentemente delle indagini sulle violenze su donne e minori”.

All’incontro, introdotto dalla presidente dell’associazione Giraffa, l’avvocato Maria Pia Vigilante, la quale ha evidenziato il “tasto dolente” rappresentato da “alcune stazioni di Carabinieri, soprattutto in provincia, che continuano a non rispondere alle richieste di aiuto delle donne”, ha partecipato fra gli altri anche il marito della defunta dottoressa Labriola, Vito Calabrese.

“La morte di mia moglie – ha detto – rimanda a diversi significati: è stata uccisa una professionista sul luogo di lavoro e una donna. Un uomo al posto suo non sarebbe morto. Il ricordo di Paola può avere ricadute positive sul tessuto sociale”.

L’assessore al Welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico, ha sottolineato il “ruolo culturale dei centri antiviolenza”, ricordando che “dalla violenza non deriva solo dolore, ma tante iniziative per restituire alle donne il loro diritto alla bellezza e alla felicità”.

Nelle parole della garante regionale per i diritti dei minori, Rosi Paparella, la “questione, legata al femminicidio, del silenzio su chi resta, gli orfani di quelle donne. Perché la violenza sulle donne è anche violenza sui loro figli”. (ANSA)