Bonifica torrenti Jesce-Gravina: interviene l’associazione “Ambiente & Legalità”

Bonifica dei torrenti Jesce e Gravina: la Puglia recupera il tempo perduto e brucia le tappe, la Basilicata sembra fare il passo del gambero.

Pio Abiusi - Ass. Ambiente e Legalità

Pio Abiusi – Ass. Ambiente e Legalità

A volerla riassumere con le metafore, la questione dell’inquinamento dei due corsi d’acqua, da cui dipende il cattivo odore che si respira tra i Sassi e il Parco della Murgia di Matera, è questa e la riporta all’attenzione dell’opinione pubblica, in una nota, Pio Abiusi dell’associazione “Ambiente & Legalità”, segnalando anche che è passata inosservata una data importante, il 31 dicembre 2015, perché l’ultima utile per usufuire dei finanziamenti ministeriali, rivenienti dai Fondi Sviluppo e Coesione 2007/2013, per l’adeguamento dei depuratori di acqua di Matera, tra cui quello di contrada Pantano, che scarica nel torrente Gravina alimentando ulteriormente il carico malsano che arriva dallo Jesce.

Si parla di 4 milioni e 600 mila euro che la Regione Basilicata rischiò di perdere, insieme agli altri 28 utili per il resto dei lavori, già nel 2014, quando fu chiesta una proroga interessando poi l’assessore all’Ambiente Berlinguer, il quale assicurò che, appunto, entro la fine del 2015 i lavori sarebbero stati affidati.

Abiusi, per “Ambiente & Legalità”, spiega che i lavori sul depuratore di Pantano sarebbero stati utili quanto quelli sugli altri due impianti materani, Lamione e Sarra, ormai insufficienti, poiché se il primo scarica nel mezzo della Gravina, gli altri due lo fanno a valle e a monte, poi una domanda chiara: “che si aspetta a sollevare Acquedotto lucano dall’incarico e ad assegnare il tutto ad altro soggetto attuatore, semmai ad Acquedotto pugliese per fare le prove generali di macroregione?”. La Puglia, d’altronde, come si diceva, è decisamente più avanti pur essendosi attivata dopo: con 6 milioni e 400 mila euro recuperati dalla Regione, il nuovo depuratore di contrada Sgarrone ad Altamura sarà operativo entro un anno e mezzo sotto il controllo dell’Acquedotto pugliese, mentre il Consorzio di Bonifica “Terre d’Apulia”, con altri 8 milioni e 800 mila euro recuperati a livello regionale, si occuperà di regimentare le acque dello Jesce e prevenire i frequenti allagamenti che in caso di piene improvvise martoriano i terreni agricoli.