Matera. Riapre al culto la Chiesa della Madonna delle Virtù la Nuova nel Sasso Barisano

Salvatore Ligorio - Vescovo Diocesi Matera - Irsina

Salvatore Ligorio – Vescovo Diocesi Matera – Irsina

Il Capitolo dei Canonici della Cattedrale di Matera, comunica che il prossimo 12 Maggio 2015 (alle ore 20,00)
con un solenne rito sacro, presieduto dall’arcivescovo Salvatore Ligorio, sarà riaperta al culto la Chiesa della Madonna delle Virtù la Nuova ubicata nel Sasso Barisano.

Situata nel Sasso Barisano e precisamente nel Rione Vetere, la chiesa di Madonna delle Virtù Nuova fu costruita verso la fine del XIX secolo e solennemente consacrata nel 1895 da mons. Diomede Falconio (1895-1899), Arcivescovo di Matera e Acerenza. La realizzazione dell’edificio si rese necessaria allorché la duecentesca chiesa rupestre di Madonna delle Virtù, situata nel Rione Civita e attualmente utilizzata dal Circolo “La Scaletta” come sede per le grandi mostre di scultura contemporanea, a causa dell’eccessiva umidità degli ambienti, fu ritenuta inadatta al culto.

La facciata, dalle linee molto semplici, presenta un bassorilievo della Madonna con il Bambino detta delle Virtù, accompagnata dall’iscrizione “A divozione del popolo”, e un semplice rosone circolare sul portale di accesso. Ai lati dell’ingresso entro due nicchie, le statue di San Michele Arcangelo (a sinistra guardando il portale) e San Leonardo (a destra). Nella parte terminale della chiesa trova posto il piccolo campanile con le due campane di fine ‘800.

L’interno, a navata unica, presenta un altare maggiore in marmo bianco, realizzato – ad eccezione degli angeli posti alle estremità – contestualmente all’erezione della chiesa e una seicentesca alzata in tufo proveniente dall’ex chiesa di Gesù Flagellato. Al centro dell’alzata il mosaico della Madonna con il Bambino (Madonna delle Virtù) con accanto le tele di Sant’Alfonso Maria de Liguori e San Bernardo da Chiaravalle (II metà XX sec.), firmate dall’artista materano Francesco Pentasuglia. La portella della custodia del SS. Sacramento, il Crocifisso e i candelieri dell’altare, tutti in ottone, risalgono anch’essi alla fine dell’800.

A destra dell’ingresso è collocata una statua di Santa Lucia sul tipico basamento in legno dorato utilizzato per le processioni. A seguire l’armadio contenente la statua di Sant’Antonio Abate, commissionata nel 1895 da Pasquale Montemurro e da questi donata alla Confraternita di Gesù Flagellato affinché la custodisse entro la vicina chiesa di Sant’Antonio Abate. La statua è custodita qui per via dei lavori di restauro che interessano la chiesa omonima. Sempre a destra trova posto un altare con relativo pannello raffigurante la Madonna dei Sette Dolori proveniente da una edicola ora abbattuta collocata nelle vicinanze e allora luogo di ritrovo per la recita del Santo Rosario durante il mese di maggio. A sinistra dell’ingresso, entro una nicchia ricavata nella muratura, si trova la piccola statua di San Brunone; a seguire, entro un armadio, la statua ottocentesca della Madonna delle Virtù. Le quattro finestre della parte superiore della chiesa sono decorate con moderne vetrate con i simboli delle quattro virtù cardinali, fondamenta di una vita dedicata al bene: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.