Mulino Alvino di Matera. Cotugno (PD) interroga il sindaco, e Adduce risponde

Plastico del progetto di riqualificazione del Mulino Alvino

Plastico del progetto di riqualificazione del Mulino Alvino

MATERA – L’inizio del dibattito più recente circa la riqualificazione del Mulino Alvino in cambio del permesso a costruire 42 alloggi in via Dante con l’impresa che dell’area del primo è proprietaria, risale alla fine del 2012.

L’opinione pubblica materana si divideva tra quanti non credevano all’operazione del “mecenate” costruttore materano della impresa Cogem e quanti invece davano credito al progetto elaborato da un valoroso architetto materano che prevedeva la riqualificazione dell’aera e della struttura del Mulino, private ma intese da tutti come patrimonio collettivo di un pezzo di storia imprenditoriale e culturale della città.

A distanza di oltre un anno è il consigliere comunale del PD, Angelo Cotugno, che torna sulla questione per ricordarci che “nonostante l’obbligo di presentare il progetto esecutivo di riqualificazione del Mulino entro sei mesi dalla concessione del permesso a costruire 42 alloggi in via Dante, e nonostante ben due proroghe (la seconda forse neanche formalizzata), ad oggi la città e il Consiglio comunale non conoscono in che modo lo storico edificio di via Marconi sarà riqualificato”.

“Come è noto” prosegue Cotugno in un comunicato inviato alle redazioni giornalistiche “il Comune di Matera ha consentito alla ditta Cogem Spa di abbattere alcuni silos dello storico Mulino Alvino (in quanto non facenti parte del progetto originale dell’edificio progettato da Leonardo Ridola), e di realizzare parte delle volumetrie abbattute in un’altra area (zona nord di via Dante) costruendo 42 abitazioni residenziali laddove la programmazione urbana prevedeva verde pubblico”.

Sulla vicenda il consiglio comunale ha istituito una commissione speciale, che ha prodotto una relazione che “interroga sulla legittimità di alcuni atti dirigenziali, sui quali pende anche un ricorso al Tra da parte di alcuni cittadini.

E’ per tutti questi motivi, che Angelo Cotugno, nota spina nel fianco interna alla maggioranza di centro-sinistra che sostiene il sindaco Adduce, chiede al primo cittadino, all’assessore Macaione e al dirigente del ramo urbanistica di spiegare perché “è stata concessa la proroga dei termini nonostante il permesso a costruire sia stato rilasciato prima ancora della Convenzione da sottoporre all’approvazione del Consiglio comunale”. Ma soprattutto chiede di sapere perché allo stato attuale i lavori sono “sostanzialmente fermi” nonostante le prescrizioni indicate nel permesso.

Questione non secondaria, anche alla luce dei recenti tragici accadimenti, è quella relativa alla sicurezza statica dell’edificio.

Sicuramente la questione è da approfondire. Ascoltando anche le voci dei progettisti, dell’amministrazione e dell’impresa titolare dei permessi. Nel servizio video una prima risposta arriva da Salvatore Adduce