Riapre via San Potito, nel Sasso Barisano, ma non mancano i problemi

Un angolo di via San Potito

MATERA – Dopo 30 anni, ha riaperto al transito pedonale via San Potito, arteria del Sasso Barisano che collega, in pochi minuti a piedi, la zona della Cattedrale con piazza Porta Pistola, attraverso la Civita. Grande soddisfazione, ovviamente, è stata espressa dal sindaco Adduce e dall’assessore agli antichi rioni, Pistone, artefici con questa amministrazione di un traguardo atteso da decenni e ormai quasi dimenticato, costato 400 mila euro. Effettivamente l’accessibilità dei Sassi attraverso i percorsi pedonali, quasi tutti da riqualificare, è una questione urgente ma sottovalutata e per questo tale riapertura va di sicuro salutata positivamente. Ma, purtroppo, occorre guardare – perché è impossibile non vederla – anche l’altra faccia della medaglia, decisamente tutt’altro che gradevole. Percorrendo a piedi via San Potito, infatti, balza all’occhio quel degrado strutturale proprio di quella zona dei Sassi, recentemente portato alla ribalta nazionale anche da “Striscia la notizia”, fatto di locali demaniali privi di protezione, quindi aperti, e pieni di detriti d’ogni tipo, palizzate precarie che delimitano zone pericolanti, rifiuti abbandonati in ogni anfratto. Situazioni che non è possibile risolvere in un giorno, questo è certo, ma che si spera non richiedano altri trent’anni di interventi e stupore e sdegno ingiustificati quando qualche telecamera nazionale arriva a denunciarle. Dal Comune spiegano che per intervenire è necessario che venga rifinanziata la legge 771 per il recupero dei Sassi ma, mentre ci si diletta in raccolte di firme a tale proposito, nel frattempo sarebbe stato meglio nascondere queste scene indecorose con delle palizzate in legno. Non per spazzare la stanza e nascondere l’immondizia sotto il tappeto, bensì soltanto per non fare ulteriori brutte figure coi turisti che tra Pasqua e Pasquetta, c’è da augurarselo, arriveranno numerosi.