Ulivi prima piantati e poi abbattuti dietro il Casino Padula

MATERA – Che a Matera gli alberi vengano abbattuti con una facilità a tratti sconcertante, come dimostra l’episodio recente di viale della Quercia, è cosa già tristemente nota, ma che ora li si travolga con le ruspe dopo averli piantati qualche tempo prima ha davvero dell’assurdo. Eppure accade, nel silenzio più totale, rotto, in questo caso, da un cittadino, Mario Grego, residente a qualche centinaio di metri da Agna Le Piane, dove da poco sono ripresi gli interminabili lavori di recupero del Casino Padula, da decenni ormai promesso ai giovani della zona come centro polifunzionale di quartiere. Per far questo, quando negli anni scorsi presero il via i lavori, il Comune sfrattò senza appello i ragazzini che avevano costruito un bel campetto da calcio nella parte posteriore dell’edificio. Al posto del rettangolo di gioco, infatti, si piantarono degli alberi di ulivo. Grego, in una mail scritta alla nostra redazione ma inviata anche al sindaco Adduce, spiega che gli arbusti ci misero del tempo prima di attecchire al meglio ed è per questo che è stato ancor di più uno scempio vederli abbattere dalle ruspe, nei giorni scorsi, quando i lavori sono ripresi dopo l’ennesimo stop. Che fine ha fatto la cultura ambientalista ascrivibile – almeno in linea di principio – a un’amministrazione di centrosinistra? E la tendenza a evitare sperpero di denaro pubblico che dovrebbe essere a base dell’attività di un ente come il Comune? Sono domande che a Matera, ormai, si perdono nella notte dei tempi, visto che gli amministratori intervengono soltanto quando li si chiama in causa sul piano personale. Ma il cittadino di Agna non si ferma alla semplice segnalazione del fatto: la sua intenzione è di arrivare persino alla Magistratura, perché a questo punto – dice – “il costo di quegli ulivi lo paghi chi ha cambiato idea, perché è ora che anche questi figuri che si nascondono dietro scrivanie, tavoli presidenziali e targhette luccicanti comincino a pagare di tasca propria e non coi nostri soldi”.