La chiusura del polo siderurgico, la bonifica del territorio e un futuro occupazionale libero dal ricatto tra salute e lavoro. Sono le richieste al centro della manifestazione ‘Taranto torna a vivere’, promossa dalla rete Onda del Futuro e in programma sabato 17 ottobre. Il corteo partirà alle 17 da piazzale Democrate per raggiungere piazza Maria Immacolata, dove è previsto un momento di microfono aperto. Il raduno è fissato alle 16.
La mobilitazione precede di tre giorni l’udienza del 20 ottobre in Cassazione sui ricorsi contro il decreto relativo allo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva. “La città non accetta più di essere sacrificata in nome di un modello industriale che ha prodotto per decenni costi ambientali, sanitari e sociali insostenibili”, affermano i promotori, che chiedono anche la bonifica dell’intero Sito di interesse nazionale, risorse pubbliche straordinarie e un piano di riconversione economica. Tra le proposte anche investimenti in sanità, ricerca, formazione e nuove attività produttive, con tutele per i lavoratori diretti e dell’indotto. “Chiudere e bonificare è necessario. Ma non basta”, è il messaggio dei promotori.
Durante la conferenza stampa di presentazione, Virginia Rondinelli del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti ha respinto la contrapposizione tra cittadini e operai: “Noi siamo dalla parte anche dei lavoratori che lì dentro rischiano”. Raffaele Cataldi, operaio dell’Ilva in amministrazione straordinaria in cassa integrazione, ha rivendicato “le bonifiche a Taranto” e percorsi di formazione per chi perderà il lavoro. Simona Peluso, di Genitori Tarantini, ha invitato a immaginare alternative per la città: “Possiamo essere altro, anche se ci hanno convinto del contrario per 20, 30 anni”. Per Gennaro Giudetti, operatore umanitario, la mobilitazione deve coinvolgere soprattutto i giovani: “Non è una lotta operai contro la città: siamo tutti che vogliamo la stessa cosa”.
Ex Ilva, sabato la manifestazione dei cittadini ‘Taranto torna a vivere’
