Arcivescovo Bari-Bitonto, ‘Mediterraneo torni mare di incontro e speranza’

Satriano all’incontro organizzato dall’Azione cattolica, ‘giocare la vita fino in fondo’

Il Mediterraneo “potrà tornare a essere un mare di incontro e di speranza, solo se avremo il coraggio e l’audacia di giocarci la vita fino in fondo, fino in cima”. E’ l’auspicio di monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, intervenuto a ‘Orizzonti mediterranei.Abitare la fraternità per una cultura del dialogo’, l’iniziativa organizzata da Azione cattolica italiana al teatro Petruzzelli di Bari, nell’ambito dell’incontro nazionale delle presidenze diocesane e delle delegazioni regionali.L’arcivescovo ha ricordato Aldo Moro e don Tonino Bello, entrambi originari della Puglia.Parlando di Moro, e della sua esperienza come presidente della Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana) dal ’39 al ’41, Satriano ha augurato che a Bari rinasca “una stagione dove si possa riuscire a vivere” innervando “la nostra politica e le nostre realtà sociali, sempre di più”. Ricordando don Tonino Bell – con cui l’arcivescovo di Bari ha condiviso “piccole esperienze che mi hanno nutrito il cuore” – Satriano ha menzionato un componimento poetico di Gianni Rodari, citato spesso dal vescovo di Molfetta, ‘Un signore di Scandicci’. “Don Tonino e Aldo Moro – ha concluso Satriano – con storie e responsabilità differenti, periodi differenti, ci consegnano il medesimo appello: non accontentarci della buccia della vita.La sua polpa è nel dono, nella fraternità, nel servizio, nel dialogo e nel coraggio della pace”.