Rosario Gigliotti è il nuovo referente regionale di Libera Basilicata
Rosario Gigliotti guiderà Libera in Basilicata, tra memoria, denuncia e sogni di giustizia
Rosario Gigliotti guiderà Libera in Basilicata, tra memoria, denuncia e sogni di giustizia
Durante l’assemblea regionale del 15 novembre, tenutasi al Polo Bibliotecario di Potenza, Rosario Gigliotti è stato eletto nuovo referente regionale di Libera Basilicata, alla presenza della copresidente Francesca Rispoli, della direttrice Simona Perilli e dei rappresentanti dei presìdi e delle associazioni locali.
Nel suo intervento, Gigliotti ha tracciato un quadro crudo e diretto della realtà lucana: criminalità organizzata, illegalità istituzionali, diritti negati e un diffuso impoverimento etico. Ma anche una regione animata da storie di coraggio e resistenza civile, spesso dimenticate. Ha citato le inchieste “Affidopoli”, i giovani coinvolti nei clan a Ferrandina, i migranti sfruttati, i braccianti morti nel silenzio. Ha ricordato i nomi di Luca Orioli, Marirosa Andreotta, Elisa Claps, Gianluca Griffa. “La sottrazione quotidiana di diritti riduce la democrazia e allarga lo spazio dello sfruttamento”, ha detto. “Non possiamo restare indifferenti, dobbiamo costruire comunità di resistenze”.
Ha fatto appello a un impegno collettivo capace di superare il silenzio, le paure e le dipendenze, coinvolgendo anche le giovani generazioni, comprese quelle emigrate. “È il momento di uscire dai recinti e creare nuove lenti con cui guardare oltre, perché le mafie sono internazionali e internazionale dev’essere anche il nostro orizzonte di giustizia”, ha affermato.
Nel suo discorso, ha citato anche la frase di Camus “Mi rivolto, dunque siamo”, come chiave per passare dall’indignazione all’azione, per spezzare la “democrazia drogata” da clientelismi e ricatti. Ha ribadito il ruolo fondamentale della memoria attiva, non celebrativa, delle vittime innocenti, per orientare le scelte civiche e politiche del presente.
“Libera è una comunità che sperimenta, studia, agisce. In Basilicata può e deve essere lo spazio dove rendere possibile, insieme, un futuro diverso”, ha concluso.


